Sul lavoro chi muore di più è straniero

Cantieri ediliziLe “morti bianche” sono così chiamate perché non sono causate dalla diretta volontà di una persona, e vanno ad indicare generalmente le morti sul lavoro. I dati a riguardo sono sconcertanti: ogni anno sono moltissimi i caduti sul lavoro. Tra questi tanti sono stranieri, molto spesso vittime “invisibili”.

Qualche numero riguardante le morti sul lavoro

Solo nel 2011 si contano più di 500 morti sul lavoro. Sono cifre molto elevate, e a livello europeo l’Italia resta in cima a questa mesta classifica. Si calcola che più dell’11% dei decessi siano stranieri: di questi, più della metà è di origine rumena. Gli incidenti si verificano con maggior frequenza nell’ambito edilizio, a causa delle cadute dall’alto. Tra le regioni con più morti sul lavoro ricordiamo la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto, la Sicilia e il Lazio.
Sono dati preoccupanti, e testimoniano una tendenza che non accenna ad abbassarsi, anzi. Ed è un conteggio che non riesce a includere gli “invisibili”, ovvero chi lavora in nero.
Molti lavorano nei cantieri edili o in agricoltura, e “non esistono” a livello contributivo, quindi in caso di tragedia non vengono considerati ufficialmente morti sul lavoro.

Le cause delle morti sul lavoro

Perché una così alta percentuale di morti sul lavoro sono stranieri? E’ presto detto. Da ormai diversi anni sono gli immigrati a occuparsi in Italia dei lavori più pesanti e pericolosi. E la realtà attuale richiede un lavoro sempre più intenso, che mette la velocità di realizzazione davanti alla sicurezza.
Quando un straniero arriva in Italia, nel primo periodo della sua permanenza accetta spesso qualsiasi tipo di professione che gli garantisca una sopravvivenza. In molti casi si tratta di lavori pericolosi e malpagati, dove i titolari delle aziende promettono la messa in regola, salvo poi rimandare la cosa a data da destinarsi.
Manca in generale una cultura della sicurezza all’interno dei cantieri, anche a partire dalla cosa più basilare come l’indossare un casco di protezione. E questo si ripercuote su tutti i lavoratori, stranieri e non.
Quella delle morti sul lavoro è una tragedia che si ripete ogni anno, eppure questo argomento solo raramente rimbalza sui mezzi di informazione di massa, quando avviene la tragedia.

Foto: Joerg Mikus – Fotolia

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Grecia: si al referendum per gli aiuti europei

Voti al referendumLa Grecia sta attraversando un 2011 tormentato a causa della sua difficile situazione economica. La Comunità Europea ha infatti richiesto allo stato ellenico l’attuazione di un duro piano di austerità, in cambio del quale verranno elargiti diversi aiuti economici. In questa situazione il primo ministro George Papandreou ha annunciato di voler sottoporre questa decisione a referendum popolare.

Il motivi alla base del referendum

La notizia è del primo novembre: il premier greco vuole che tutti i cittadini possano esprimere la loro opinione tramite referendum sui parametri del piano di soccorso proposto alla Grecia. Papandreou sottolinea che si tratta di una istanza di democrazia che l’Europa deve rispettare, nonché l’unico reale strumento in grado di dare una risposta concreta alle richieste dell’UE.
La realtà è che molti greci ritengono che il governo abbia permesso alla Comunità Europea e al Fondo Monetario Internazionale di imporre regole troppo drastiche nel “piano di salvataggio”; molte di queste persone affermano di preferire a questo programma l’uscita dall’Eurozona.
L’annuncio del referendum crea scompiglio, dentro e fuori il Paese. C’è chi accusa Papandreou di usare questo sistema come strumento per rimandare le sue dimissioni, chi lo critica di voler scaricare la responsabilità sui cittadini greci, c’è chi ancora teme che il risultato porti la Grecia ad uscire definitivamente dall’Eurozona.

Inversione di marcia, annullamento del referendum

Il cambio di rotta viene dichiarato pochi giorni dopo, il 4 novembre. Sono nel frattempo arrivate diversi avvertimenti dall’Europa: per esempio Angela Merkel ha affermato in una sua dichiarazione che se la Grecia col referendum non accetta il piano di aiuti, sarà cacciata dall’Euro per almeno due anni. Ma fatto ancor più importante, senza gli aiuti europei la Grecia rischia seriamente la bancarotta: a causa del forte debito nazionale, non è in grado di sostenersi da sola.
Nel frattempo la maggioranza già risicata di Papandreou viene definitivamente meno, ed il premier è costretto a dimettersi poco dopo aver annunciato la rinuncia al referendum. Il nuovo governo ottiene la fiducia del Parlamento il 16 novembre, ed ha a capo Lucas Papademos, ex vice presidente di BCE (Banca Centrale Europea). Ora sta a lui l’arduo compito di sistemare i conti della Grecia e affrontare la crisi, in un paese in cui la contestazione popolare rimane molto forte.

Foto: sabino.parente – Fotolia

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Allarme disoccupazione è record tra i giovani

Ricerca lavoro allarme disoccupazione è record tra i giovani.
In Italia quasi un terzo dei giovani con meno di 25 anni cerca un lavoro senza successo. La disoccupazione giovanile sta conoscendo in quest’ultimo periodo un incremento preoccupante. Tra le cause ricordiamo la tipicità dell’attuale mondo del lavoro, caratterizzato da una forte flessibilità e, di conseguenza, precarietà; a questa si aggiunge, inevitabilmente, la forte crisi economica che sta coinvolgendo tutto il mondo.

Disoccupazione giovanile in Italia e in Europa

A settembre del 2011 il tasso di disoccupazione dei giovani che vanno dai 15 ai 24 anni è aumentato rispetto alle annate precedenti, raggiungendo il 29%, un record che era stato registrato solo nel 2004. Il tasso di occupazione si aggira sui 57 punti percentuali , mentre sono presenti sul mercato oltre due milioni di disoccupati, con un rialzo che si attesta sul 3,5%. Questo problema coinvolge sia gli uomini che le donne, e tuttavia sono quest’ultime a incontrare le maggiori difficoltà per entrare nel mondo del lavoro.
Questo fenomeno coinvolge l’Europa intera, non solo la nostra penisola. E’ la Spagna il Paese con il tasso di disoccupazione più importante: ben 48%, una percentuale tra l’altro in crescita. Seguono l’Italia ma anche la Grecia, altri due paesi duramente colpiti dalla crisi economica. La Francia è uno dei pochi Stati a mantenersi stabile, fermandosi a poco meno del 10%. A detenere la percentuale più bassa sono invece l’Austria con il 3,9%, l’Olanda con il 4,5% e il Lussemburgo con il 4,8%.

Un nuovo fenomeno oltre la disoccupazione: i neet

Va registrato, a lato del fenomeno della disoccupazione, la presenza degli inattivi: quei giovani cioè che pur non essendo occupati non si mettono alla ricerca di un lavoro.
Li chiamano “neet”, da un acronimo inglese che sta per “not in education, employment or training”: sono ragazzi che non hanno un lavoro (né svolgono tirocini o stage) e che non studiano, rimanendo in una situazione di stallo. Sono soprattutto le donne a far parte di questa categoria (non risultando quindi nelle percentuali di rilevazione della disoccupazione femminile), con una percentuale che si aggira attorno al 49%, mentre la percentuale scende al 27% per gli uomini.

Foto: daxuomovolante – Fotolia

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Telethon e la raccolta fondi nei supermercati simply

Strategie di mercatoTelethon è protagonista della più grande raccolta fondi in Italia a favore della ricerca scientifica. Anno dopo anno raggiunge importanti risultati anche grazie alle molteplici collaborazioni in atto con enti e aziende. Tra queste troviamo Supermercati Sma che, attraverso i suoi punti vendita e i suoi collaboratori, si fa vero e proprio promotore della solidarietà.

Le finalità di Telethon

Telethon (nome derivato dall’unione tra Television e Marathon) nasce in Italia nel 1990, per volere di Susanna Agnelli. Partendo dalla ricerca contro la distrofia muscolare, ha poi dato il via a una serie sempre più importante e nutrita di progetti di ricerca nell’area delle malattie rare e di cui poco si parla. Ha trasmesso il suo messaggio attraverso i più importanti mezzi di comunicazione, ma è soprattutto la diffusione capillare sul territorio a fornire il riscontro più attivo da parte dei cittadini. Ecco quindi che a sostenere Telethon ci sono diverse imprese che in questa maniera assumono un ruolo anche civile nei confronti della società: in alcuni casi la collaborazione si snoda attraverso campagne di sensibilizzazione, altre volte organizzando punti di raccolta.

Le iniziative Simply per Telethon

Supermercati Sma collabora con Telethon dal 2002, e da allora è diventato un partner sempre più rilevante nella raccolta fondi. Se nelle prime edizioni il gruppo aziendale ha partecipato sottolineando l’importanza anche della più piccola donazione, ora ha moltiplicato le sue iniziative sul territorio. Lo testimoniano i quasi nove milioni di euro devoluti alla causa in questi anni.
In ogni punto vendita Simply (così come nei supermercati Ipersimply e nei negozi Punto) è infatti possibile acquistare dei prodotti “solidali”; alla cassa inoltre c’è l’opportunità di dare un piccolo contributo (fino a cinque euro), e in questo periodo gli addetti alle casse diverranno veri e propri “promotori della solidarietà”. E’ sempre Simply, tramite i suoi collaboratori, a organizzare eventi sul territorio per promuovere questa raccolta fondi. Infine, il tamtam passa anche attraverso internet, così da poter raggiungere il più ampio bacino di pubblico possibile: “Simply per Telethon” ha anche una sua pagina Facebook, tramite cui tenersi sempre aggiornati sugli eventi in corso e sull’andamento della raccolta fondi.

Foto: Eisenhans – Fotolia

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Giurisprudenza Italiana: caratteristiche e limiti

Cause ed udienze Il settore della Giurisprudenza in Italia presenta oggi un’ampia offerta formativa, ma,nel contempo, la prospettiva di seri limiti legati al percorso necessario per potrer esercitare la professione

Caratteristiche dell’offerta formativa nell’ambito della Giurisprudenza Italiana

La Giurisprudenza Italiana permette, attraverso l’offerta formativa proposta presso le Università, di acquisire una specializzazione in vari settori ognuno dei quali si occupa di una particolare area tematica. Tra questi settori rientrano: il diritto civile, il diritto penale, il diritto amministrativo, il diritto tributario e il diritto del lavoro. Il diritto civile è costituito dall’insieme delle leggi che regolano i rapporti tra i privati; il diritto penale ha come oggetto i reati e le conseguenze che nascono in seguito a questi; il diritto amministrativo si occupa delle leggi che regolano la pubblica amministrazione e il rapporto che c’è tra questa e il cittadino; il diritto tributario si occupa delle leggi relative alla spesa pubblica, ossia della spesa da parte dello Stato e degli Enti Pubblici; il diritto del lavoro ha come oggetto tutte quelle leggi relative al mondo del lavoro. Tuttavia, i limiti relativi all’ambito della Giurisprudenza Italiana insorgono nel percorso successivo alla laurea.

Limiti della Giurisprudenza Italiana

Il percorso succesivo alla laurea è, infatti, spesso complesso e, ad oggi, è in fase di valutazione una Riforma Forense che porrebbe seri limiti a coloro che vogliono entare nel mondo della professione giuridica. Sono diverse le modifiche che tale riforma dovrebbe apportare: per poter esercitare l’avvocatura sarebbe necessario frequentare una scuola forense a pagamento per almeno 250 ore ( a cui si accederebbe tramite test d’ingresso); non sarebbe possibile esercitare attività in proprio se si fa tirocinio presso lo studio di un avvocato; non sarebbe possibile sostenere l’esame di abilitazione dopo tre esami non superati; non sarebbe possibile sostenere l’esame da parte di chi ha superato i 50 anni. Di fronte a questa proposta di riforma, che costituisce un serio limite nell’ambito della Giurisprudenza Italiana, le opposizioni sono molteplici in difesa del diritto di esercitare la professione di avvocato per coloro che ne posseggono gli strumenti formativi.

Foto: Cora Reed

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Le Facoltà di Giurisprudenza più conosciute d’Italia

GiurisprudenzaIn Italia le Facoltà di Giurisprudenza sono ampiamente diffuse, e tra queste ve ne sono alcune che si distinguono per la loro notorietà: tra queste la Facoltà di Trento e quella di Bologna.

La Facoltà di Giurisprudenza di Trento

In base alla classifica fatta dal Censis Repubblica nel 2009, Trento risulta essere la migliore Facoltà di Giurisprudenza in Italia e, quindi, nota per l’alto livello di formazione che offre, una formazione che si estende al percorso post-laurea. La Facoltà di Trento propone il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico che, al terzo anno di frequenza dovrà essere strutturato sulla base del piano di studi che si intende perseguire: l’offerta è ampia e i piani di studio proposti sono oltre una decina ( tra questi si hanno il piano Cooperativo, di Impresa e Privatistico). Sono, inoltre presenti, attività formative finlaizzate a favorire l’interscambio culturale tra gli studenti e attività internazionali in collaborazione con Atenei Esteri. L’Università propone, inoltre, percorsi strutturati per coloro che hanno conseguito la laurea, attraverso l’attivazione di Scuole di Specializzazione e Master. Un’altra possibilità offerta dalla Facoltà di Trento è quella permettere al neolaureato di sperimentarsi sia attraverso tirocini interni all’Università che mediante lo svolgimento della pratica forense presso l’Avvocatura distrettuale.

La Facoltà di Giurisprudenza di Bologna

L’Università di Giurisprudenza di Bologna è la più antica d’Italia, ed è considerata dal “QS World University Ranking”, come la migliore Università presente in Italia, oltre ad essere una delle più valenti a livello Europeo. l’Università offre il Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza a ciclo unico sia nella sede di Bologna che in quella di Ravenna ( che prevede la scelta di un piano di studi specifico al terzo anno), e altri 4 Corsi di Laurea ( tra cui “Consulente del Lavoro” e ” Operatore giuridico italo-francese”). La Facoltà realizza, inoltre, seminari tematici, corsi intensivi di specializzazione ( Summer e Winter School), corsi di perfezionamento e Master. Ancora, presso l’Università è possibile sia essere indirizzati alle scuole presso cui realizzare il dottorato di ricerca, che frequentare seminari di approfondimento nell’ambito del dottorato.

Foto: liveostockimages – Fotolia

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Elsa Italia: Attività e scopi dell’organizzazione

Formazioni e progetti
Elsa Italia è la sezione locale in Italia dell’Elsa, un’organizzazione mondiale nata nel 1981 per raccogliere studenti e neo-laureati nell’ambito della giurisprudenza. L’organizzazione, tra le più grandi a livello mondiale, conta circa 30.000 iscritti ed è distribuita in 42 paesi europei.

La struttura e le attività di Elsa Italia

L’organizzazione Elsa Italia, presieduta a livello nazionale da un Consiglio di 7 membri, conta circa 20 sedi distribuite in tutto il paese. L’organizzazione fa capo, come tutte le altre sedi distribuite nel resto di Europa, all’Elsa International la cui sede è a Bruxelles. Elsa Italia realizza numerosi eventi sia a livello Nazionale che Internazionale volti a favorire la divulgazione e la condivisione delle linee dell’organizzazione, tra cui Meeting, Conferenze tematiche e le Assemblee Nazionali rivolte sia membri dell’organizzazione in Italia che all’Estero. La prossima Assemblea Nazionale promossa da Elsa Italia è prevista per il mese di Novembre 2011 e costituirà un’occasione di incontro tra i diversi rappresentanti delle sedi dell’organizzazione.

Gli scopi di Elsa Italia

Elsa Italia, che è nata sopratutto ad opera di Elsa Torino e ha alla base uno statuto che la regola, si pone come scopo principale quello di agire come organizzazione educativa verso i membri che ne fanno parte, promuovendo la loro crescita, l’aggiornamento e il confronto in maniera continuativa. Elsa Italia realizza infatti, tra le diverse attività, anche percorsi di orientamento rivolti ai neo-laureati in cui verranno loro date delle indicazioni, da esperti del settore, sui primi passi da effettuare per muoversi nella professione giuridica.La filosofia di fondo che muove le azioni dell’Organizzazione è l’impegno attivo per creare le condizioni di un vivere in cui siano valorizzati il rispetto e la dignità dell’uomo.

Foto: endostock – Fotolia

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Elsa Italia: Progetti e Premio Giurista dell’anno

Cultura Elsa Italia, sezione in Italia dell’organizzazione mondiale Elsa (la struttura assocciativa degli studenti e neolaureati in giurisprudenza più grande del mondo), porta avanti diverse iniziative, tra cui una serie di progetti e la realizzazione del “Premio Giurista dell’anno”

I progetti di Elsa Italia

Tra i diversi progetti dell’organizzazione Elsa Italia, assume un particolare rilievo quello sulla Prevent Corruption, presentato nel 2010 al Thinking Pot, un’associazione nata con la finalità di far emergere e divulgare la progettualità di associazioni e singoli. Il progetto, pensato dai giovani membri dell’Elsa, si è collocato al secondo posto tra quelli valutati dall’associazione. E’ un progetto che si articola attraverso una serie di interventi formativi finalizzati ad approfondire la conoscenza dei membri dell’organizzazione nell’ambito della “Prevenzione della corruzione” . L’iniziativa, che viene attivata in tutte le sedi Elsa presenti sul territorio nazionale, prevede sia la realizzazione di seminari tenuti da autorità nell’ambito giuridico che l’organizzazione di conferenze finalizzate a conoscere a fondo il fenomeno e le relative misure giuridiche.

Il premio ” Giurista dell’anno” di Elsa Italia

Un’altra delle interessanti iniziative promosse dall’Elsa Italia è il “Premio al miglior Giurista dell’anno”, un evento che si realizza dal 1994 finalizzato a dare un riconoscimento ad un esponente del mondo giuridico che, durante l’anno si è evidenziato sia a livello professionale che accademico. L’iniziativa, nata ed organizzato dagli studenti facenti parte dell’organizzazione Elsa Italia con il Patrocinio delle rispettive Facoltà di Giurisprudenza e dell’Ordine degli Avvocati, riscuote un grande interesse nel mondo giuridico al punto da essere divenuto un evento atteso annualmente.

Foto: Haramis Kalfar – Fotolia

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Ambiente: l’ambizione ecologica di Amburgo

Panorama AmburgoAmburgo è una delle più grandi città in Europa, protagonista in questi anni per la sua attenzione nei confronti dell’ambiente. Questa metropoli ha investito, infatti, molte risorse nel campo delle politiche eco-sostenibili, al punto che nel 2011 la Comunità Europea gli ha assegnato il titolo di “Capitale Verde”.

Le sfide di Amburgo

Amburgo è una città dalle molte problematiche: ospita oltre quattro milioni di abitanti, molti dei quali si devono spostare per raggiungere il posto di lavoro. Il porto di questa città è inoltre tra i più grandi d’Europa, con più di 750km² di area industriale.
Sono diverse le sfide che questa città affronta: la riqualificazione dell’intera area cittadina non comprende solo la creazione e valorizzazione delle aree verdi, ma anche lo studio di un piano di mobilità urbana (soprattutto per i pendolari), al fine di prevenire l’inquinamento atmosferico. Altro punto cruciale è la questione della produzione di energia pulita, necessaria non solo all’illuminazione pubblica e privata, ma anche alle aziende. Attualissimo il problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, così come la lotta allo spreco delle risorse idriche. Da molti anni Amburgo risponde a queste sfide predisponendo progetti di pianificazione cittadina in cui si tiene conto anche delle questioni ambientali.

Amburgo come città declinata in “verde”

Nei progetti di Amburgo c’è una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica fino all’80%, un obiettivo che ci si prefigge di raggiungere entro il 2050: proprio per questo scopo è stata rafforzata una capillare rete di mezzi pubblici, molti dei quali vanno ad idrogeno. Oltre a questo sono presenti taxi elettrici e un efficace complesso di piste ciclabili. Alla produzione di energia e riscaldamento provvedono quattro grandi inceneritori di spazzatura (e molti sono i rifiuti provenienti dal settore industriale connesso al porto); sono attivi anche diversi impianti eolici e solari. L’Amministrazione di Amburgo si è inoltre occupata di risparmio dell’acqua, con l’installazione di diversi impianti di recupero per le precipitazioni piovane, così da evitare inutili sprechi di questa preziosa risorsa. Ma soprattutto, viene attuata una forte politica di sensibilizzazione verso i cittadini, per far capire che le politiche “verdi” attuate da questa metropoli portano utili a tutti i suoi abitanti.

Foto: Andreas Douvitsas – Fotolia

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