Lotta ai poteri mafiosi e alle ecomafie: legalità democratica
Inserito da admin il 25 Novembre, 2007 - 23:15
08/12/2007 - 14:00
08/12/2007 - 20:00
Etc/GMT+1
Lotta ai poteri mafiosi e alle ecomafie: legalità democratica























commenti
lotta ai sentimenti neofascisti/neonazisti
...ci metterei anche questi, tra i poteri mafiosi, che dite? non so se ve ne siete accorti, ma le associazioni ispirate al ventennio mussoliniano ed al mito hitleriano sono sempre più numerose, sfrontate e violente...supportate peraltro da quelle componenti politiche notoriamente razziste e xenofobe che ben conoscete...un vero pericolo per la democrazia!
un contributo alla discussione
Ha ragione Letizia, la legalità è di sinistra, lo deve essere!
Come l'antimafia e la lotta a tutte le mafie in generale.
Parto, in questo mio ragionamento, dal fatto che considero il popolo della sinistra come il popolo di quelli che rispettano le regole, dalle più criticabili alle più nobili, per il sol fatto che il vivere civile è basato proprio sulle regole. Credo che, il popolo della sinsitra possa, a buon diritto, rivendicare l'onestà intellettuale di non volere essere accomunato ai "furbi" ed agli uomini di malaffare di ogni genere. Ed è proprio in virtù di questa consapevolezza che abbiamo il dovere di rivendicare un livello di legalità nella nostra società che salvaguardi il nostro voler vivere in tranquillità, in pace, in armonia con l'ambiente, senza il timore dell'uscire la sera da soli, senza la consapevolezza che facendo acquisti in un certo negozio alimenti il giro del racket, senza doverti piegare alle regole vessatorie del caporalato (fosse anche quello messo in bella copia dalla legge 30!!!) per lavorare a 20, 30 o anche a 40 anni, senza doverti voltare dall'altra parte al semaforo e senza le ipocrite frasi e riti di cirostanza che accompagnano ogni tragedia legata all'immigrazione clandestina - dalla tragedia nel canale di Sicilia, all'incendio nella baraccopoli di periferia.
Il tema è ampio ed è collegato a tanti altri temi, dalla sicurezza alla solidarietà sociale, dal lavoro alle politiche sui flussi migratori, cercherò, quindi, di non uscire molto fuori tema.
Orbene, partedo appunto da queste brevi considerazioni, voglio riflettere sul fatto che la legalità altro non è che il risultato dell'attuazione delle regole che siamo dati per vivere assieme.
Un esempio semplice e banale, se per costruire la mia casa devo rispettare il piano regolatore del comune in cui abito, le normative dell'ASL sull'abitabilità, se mi devo regolarmente allacciare alla rete idrica e fognaria, e così via, non si può, poi, permettere il sorgere di baraccopoli nella periferia di questa o quella città...non è la soluzione migliore per i poveri disgraziati che vanno ad abitarvi, non è l'eccezione che conferma la regola cui io devo sottostare, non è ammissibile. Le baraccopoli delle poeriferie italiane vanno smantellate, siano esse in città amministrate dalla destra o dalla sinistra! E ogni discorso sullo stato o sullo status di chi vive in quelle baracche è solo un ipocrita tentativo di coprire le proprie manchevolezze, di arrampicarsi sugli specchi perché non si osa rispondere alle legittime domande di chi chiede LEGALITA' anche in questa circostanza.
Ovviamente questo non vuole essere un esempio esaustivo per quello che intendo come legalità e, spero, nessuno pensi qualcosa del tipo "legalità = prendersela con i più deboli".
Legalità è mettere in galera chi chiede il pizzo ai commercianti e soffoca l'economia di intere città/regioni, rescindere i rapporti che legano la politica con la sanità in Sicilia e in Calabria e con lo smaltimento dei rifiuti in Campania e con le società di servizi alla politica dal Lazio alla Lombardia, non fare affari con chi costruisce palazzoni nelle grandi città subappaltando (per uscirne sempre puliti) a chi recluta la manodopera nelle baraccopoli di cui sopra, rendere possibile l'integrazione dei più deboli - dagli immigrati clandestini rinchiusi nei CPT (da chiudere!!!) a chi ha perso il lavoro a 40 anni e rischia di essere tagliato fuori dalla società della produzione perché "vecchio".
Spero, con queste righe, di aver contribuito alla discussione...a voi la tastiera...
LEGALITA' A SINISTRA
legalità a sinistra. ci stò. ma cosa vuol dire?
provo a rendere pubbliche un paio di idee...
appoggio e sviluppo di tutte le forme associative, giudiziarie, culturali di ANTIMAFIA, in un paese dove la mafia è la più grande azienda nazionale
appoggio e sviluppo di tutte le forme associative, giudiziarie, culturali di DIFESA DEL TERRITORIO E DEI BENI CULTURALI in un paese dove la più grande ricchezza è la sua bellezza
riproporre come aveva fatto Ferrero l'estensione dell'ARTICOLO 18 a tutti gli stranieri: chiunque
autodenuncia la propria condizione di lavoratore in nero ottiene il permesso di soggiorno
...
Sono convinta che non si
Sono convinta che non si può cambiare fino a quando la giustizia è quella che è. Basta leggere un giornale di un giorno qualunque per vedere come i nostri magistrati migliori siano perseguitati e come i delinquenti al posto di essere puniti, o almeno resi innocui acquistano invece fama e facciano affari. Sto vivendo da 5 anni l'assurdità di questo sistema e mi posso solo sfogare descrivendolo su http://www.nonsolotigullio.com/tipidabar/index.php?pagina=news&ID=979 e su http://www.nonsolotigullio.com/tipidabar/index.php?pagina=news&ID=989
Se la giustizia funzionasse veramente anche i poteri economici non potrebbero più strangolarci. Inutili le lotte sindacali per un misero aumento di stipendio se poi la nostra busta paga ce la possono rubare i delinquenti comuni o legalmente sulle bollette, in banca con i mutui strozzini o la sperperiamo noi stessi o i nostri familiari più ingenui dietro i miraggi di vincite, di prodotti inutili se non dannosi o con personaggi alla Vanna Marchi Anna su Sinistra
legalità
E' strano questo workshop non ha ancora nessun commento, la sinistra ha sempre un po di timore a confrontarsi sulla legalità,io penso che sbaglia la legalità,il rispetto delle regole condivise, la tutela di chi espone e lotta nei propri posti di lavoro, nelle proprie regioni , di chi viene in questo paese per lavorare e vivere onestamente deve essere un principio che la sinistra assume in se come dato fondante .
La legalità è di sinistra
Letizia Cicconi
Perché la legge non sia mai uguale per tutti ....
Molte volte ho lasciato traccia del mio pensiero (e di qualche piccola conoscenza su questi temi), essa può essere rintracciata su Aprileonline (www.aprileonline.info) o sul mio Blog (www.diario_di_bordo.ilcannocchiale.it)
Approfitto di questo spazio per ribadire che questo gran parlare di legalità sottende alcune forme propagandistiche e, in larga misura, reazionarie.
La legalità in realtà è una condizione assolutamente formale, essa può essere buona o pessima poiché si riferisce al rispetto delle leggi. Pertanto la Legalità è buona se le Leggi sono buone altrimenti rischia di essere il peggiore dei mali. Non erano forse leggi quelle razziali? Non era forse legge quella sul delitto d'onore? e rispettare quelle leggi era forse un atto encomiabile?
Allora occorre considerare un parametro aggiuntivo rispetto a quello di legalità: il parametro della giustizia. E rispetto ad esso misurare e misurarsi. Nel nostro ordinamento la carta fondamentale che ci consente di discernere tra leggi buone e leggi pessime, in linea di principio, è la carta costituzionale. Di essa, materialmente, si tenta ogni giorno di farne carta straccia. Si cominciò con il Titolo V e si è arrivati ad un passo dalla Repubblica Presidenziale. Oggi, in nome di una presunta efficienza, se ne riparla richiamando riforme costituzionali e leggi elettorali e, cosa più subdola, regolamenti parlamentari.
Un popolo distratto e rincoglionito da campagne di stampa architettate da giornalisti a gettone si appassiona a scegliere uno degli "oni" a cui affidare il futuro di questo paese, come in un telequiz. In palio c'è la vita di milioni di persone, anche la nostra. Immmaginavo qualche giorno fa se sui giornali cominciassero a comparire articoli di cronaca nera che avessero come attore negativo il "cinquantenne insegnante", magari a porta a porta una serie di esperti che ci spiegano che il "cinquantenne insegnante" è intrinsecamente criminale. Ho temuto i tanti compagni che combattono per la legalità e me li sono visti addosso come i rumeni, gli zingari e i lavavetri.
Ho pensato chissà quando ci ricorderemo che Clementina Forleo e Gianni De Magistris sono stati isolati e umiliati da un governo di centrosinistra e dai tanti che si battono per la legalità. Non una parola ho ascoltato da quanti, amici e compagni, hanno un trascorso di lotta per la legalità fatto anche di sacrifici e buone intenzioni, trascorso che in parte abbiamo condiviso.
Se potete pensateci.
La legge sia pure uguale per tutti, ma solo dopo che tutti saranno uguali!!!