La redazione del sito si riserva il diritto di moderare tutti quei commenti che possono essere ritenuti razzisti, sessisti, guerrafondai e offensivi nei confronti di chiunque.
Stiamo attraversando un periodo molto critico e di grandi trasformazioni. Abbiamo bisogno di un riferimento forte a sinistra in grado di porsi il problema del governo, per contrastare il centrodestra e le sue politiche, e nello stesso tempo di indicare una prospettiva, di riproporre la speranza e l'utopia. Non abbiamo bisogno di un partito leggero, privo di riferimenti, incapace di vedere le reali differenze tra le forze in campo. Abbiamo bisogno di un partito vero, fatto di uomini e donne che discutono e decidono. Abbiamo bisogno di un luogo del discutere e del fare politica che sia comune, che superi le frammentaioni e i particolarismi. Se ognuno resta nel suo orticello, guarda al suo particolare, il progetto politico non si può concretizzare, perchè per essere il progetto ha bisogno di una visione alta, strategica, ideale che sia comune a uomini e donne. Ecco alla fine di questo abbiamo bisogno: di uomini e donne, delle loro intelligenze e della loro passione.
Se mi date questa speranza allora mi sarà possibile stare con voi.
Inserito da MARCOMATTIA il 8 Dicembre, 2007 - 18:14
CARI COMPAGNI NEL VEDERE QUESTO SIMBOLO MI è VENUTO UN GROPPO ALLA GOLA, PROPRIO SOPRA LO SCHERMO DEL MIO COMPUTER HO AFFISSO UNA BANDIERA ROSSA CON LA FALCE E IL MARTELLO IN ALTO A SINISTRA, ANCORA LA VECCHIA BANDIERA DEL PCI; MI CHIEDO: MA DOVE STIAMO ANDANDO? DOPO AVER APERTO LA STRADA AI MOVIMENTI, CORRENDO IL RISCHIO DI FAR PASSARE IL PARTITO COME UN MOVIMENTO, DOPO AVER ACCETTATO DI GOVERNARE L'ITALIA CON GLI EX DC, ORA VOGLIAMO PRESENTARCI ALLE PROSSIME ELEZIONI SENZA LA NOSTRA MITICA E UNICA FALCE E MARTELLO... MAH, AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA
vi saluto con fervore di rivoluzionario...marco mattia
Inserito da simone casadei ... il 7 Dicembre, 2007 - 23:22
Ci sarò per ricordare che questa Sinistra deve imparare a fare sintesi veramente e deve instaurare un vero e proprio processo di condivisione tra le forze che la compongono e la caratterizzano.
Ci sarò perchè faccio parte di quel popolo della sinistra che aspetta delle risposte ma che anche interessato a trovare delle soluzioni.
Ci sarò perchè,come dico sempre,voglio riportare,nel mio piccolo,IL MONDO A SINISTRA.
Inserito da Paolo Costagliola il 7 Dicembre, 2007 - 18:41
Mancano poche ore ormai e con il passare del tempo vedo che aumentano i tentennamenti. Spero che domani saremo in molti a credere in questa avventura. Invito tutti a non lasciarsi confondere o demoralizzare da divisioni, paure, pregiudizi, difesa di simulacri, e di rendite. Cominciamo con passione e determinazione anche in modo conflittuale con le nostre radici. Soprattutto non deleghiamo nel nostro territorio l'iniziativa ai "soliti noti"
Inserito da michelangelo ja... il 7 Dicembre, 2007 - 18:02
in bocca al lupo a tutti, ne avremo bisogno.
dobbiamo fondare un nuovo grande soggetto che dia speranza e risposte, che dia unità e alternativa, che ci faccia ritrovare l'entusiasmo, essere forti, essere propositivi e vicini nelle scelte.
sul simbolo condivido le perplessità espresse nel sito.
uniti ce la faremo.
dobbiamo far funzionare le emozioni.
emozionatemi compagne e compagni.
sono pronto alla nuova sfida.
in bocca al lupo a tutti, ne avremo veramente bisogno.dobbiamo puntare in alto.
vi voglio bene.a domani.
Michelangelo Jan vecoli
capogruppo PRC comune di camaiore (Lu)
cari compagni,
sono un elettore della vostra parte politica..ho sempre votato comunista...e penso continuerò a votarvi; voglio tuttavia esperimere il mio largo disagio per le parole espresse dal presidente della camera Fausto Bertinotti nell'intervista a "repubblica" qualche giorno fa.Da studente di diritto,molto appassionato al diritto costituzionale, trovo completamente fuorviante un intervento di questo tipo da parte della terza carica dello stato il quale ha tra i suoi compiti per lo + quello di far rispettare i regloamenti parlamentari. Se rifondazione vuole far sapere all'esecutivo prodi che "ha fallito" lo faccia dire dal segretario Franco Giordano: capisco che giordano non abbia nemmeno un quarto della statura e del linguaggio politico di Bertinotti, ma il segretario è lui, le responsabilità politche se le deve prendere lui. Ho sempre pensato che la presidenza della camera non si addicesse ad una personalità come Bertinotti e ho sempre pensato che Franco giordano + che il capogruppo non potesse fare. Ferrero non lo conoscevo ma anche lui s'è dimostrato poco preparato per un incarico difficile come quello che (ancora per poco) detiene. Insomma le ho trovate scelte sbagliate sin dall'inizio..Perchè Bertinotti non s'è impegnato per mettere Giuliano Pisapia alla giustizia? Sarebbe stato sicuramente all'altezza e avrebbe fatto scelte che avrebbero messo in buona luce il partito stesso; Sono molto disamorato, stufo degli slogan di giordano e ferrero..spero con tutto il cuore che da questa assemblea se ne traggano delle riflessioni positive per il nascituro partito. Spero che trovino spazio persone competenti e con passione politica..Posso fare qualche nome? Giuliano Pisapia, appunto, Nichi Vendola, Nicola Tranfaglia, Cesare Salvi...
Io penso che essere di sinistra oggi non possa significare attendere eventi traumatici o rivoluzionari che cambiano d' un colpo lo stato di cose esistenti, ma la volontà e l'impegno ad agire sempre quotidianamente avendo come punti di riferimento valori assoluti e condivisi quali:
- la pace;
- la libertà;
- la democrazia partecipata;
- la laicità dello stato;
- il diritto del lavoro in tutte le sue forme;
- la imprescindibile tutela ambientale;
- la solidarietà;
sembrerebbero valori scontati a sinistra, ma così non è quando da tempo si vede affermare come valore prevalente quello del governare come fine della politica invece che come strumento della politica per l'affermazione dei predetti valori.
La sinistra si è sempre più divisa. I fautori della governabilità ad ogni costo da almeno quindici anni cercano di emarginare chi crede ancora nei valori della sinistra emarginadoli e rincorrendo leggi elettorali per escludere chi non si accontenta della mera governabilità. Gli elettori della sinistra privi di una sicura identificazione politica o si convertono al valore della governabilità fine a se stessa(veicolata dai media) o diventano sensibili persino alla demagogia della destra oggi impersonata da Berlusconi.
Gli stati generali della sinistra sono l'ultima occasione, prima che il referendum elettorale o la nuova legge elettorale emarginino definitivamente e irrimediabilmente tutta la sinistra, non solo per mettere insieme solo alle elezioni quattro piccoli partiti(cosa che al popolo di sinistra interessa molto poco e che storicamente non è mai stata elettoralmente premiata), ma per invertire la rotta infelice del ventesimo secolo nel senso di voler creare una nuova grande sinistra vera che voglia avere una sua politica da proporre visibilmente a tutto il paese e tale da poter incidere sulle scelte di un governo di cui faccia parte senza doverle solo subire in nome della governabilità; una sinistra in cui si riconoscano a pieno titolo non solo gli attuali aderenti ai quattro partiti ma tutti i movimenti e cittadini ( e sono tanti) che pur essendo di sinistra e condividendo i suoi valori non fanno parte di questi partiti o , delusi , non votano, o peggio ritengono più utile votare moderato o a destra.
Creare in sostanza un nuovo soggetto politico capace di contenere tutta la sinistra che dia a tutti il senso della utilità di un impegno politico.
La federazione può essere anche un passaggio accettato se tattico e transitorio, purchè la scelta strategica resti il partito unico, possibilmente con regole interne che garantiscano la rappresentanza proporzionale a tutti i livelli affinchè nessuno possa temere di essere escluso per la sua storia, ma abbia la possibilità di far valere le sue sensibilità prevalenti mediante sano proselitismo interno.
Con questa prospettiva abbiamo fondato circa tre anni fa ad Andria (Ba) il Movimento "SINISTRA ATTIVA" dhe rappresento quale consigliere al Comune di Andria, movimento che non solo si riconosce statutariamente nei valori innanzi detti, ha previsto la possibilità per i suoi aderenti di essere iscritti anche ad altri partiti della sinistra al fine di favorire il dialogo e il confronto e , sopratutto ha previsto nello statuto che il movimento riterrà raggiunto il suo scopo e si sciglierà non appena si realizzerà il partito unico della sinistra.
Ecco perchè speriamo di scioglierci.
Franco Piccolo
AGLI ORGANIZZATORI:SARANNO DISPONIBILI REGISTRAZIONI VIDEO E/O AUDIO DEGLI INTERVENTI AGLI STATI GENERALI SCARICABILI IN PODCAST PER CHI NON PUO' VENIRE?
E' ANCHE UN MODO PER CONSERVARE E CONDIVIDERE LA MEMORIA DI QUESTA ESPERIENZA.
Vengo anch'io perchè sono preoccupato che nel prossimo futuro non ci possa esserci più spazio per la Politica, quella con la P maiuscola, dove c'è vera Partecipazione e non gazebo populisti e primarie di plastica, emblemi di una politica questa si con la p minuscola, che risponde sempre di più agli interessi delle lobby dei poteri forti, come del resto negli States: l'annunciata discesa in campo di Montezemolo è emblematica.
C'è bisogno di creare una Forza Resistente a questa deriva che punta a cancellare oltre 100 anni di passioni, utopie necessarie a guardare oltre realtà dove la dignità dell'uomo e della donna venivano e vengono tutt'ora offese e quindi alle speranze di cambiamento.
Sono operaio e rimango da un lato commosso, da un altro perplesso dal dibattito sulla falce&martello.
Vedo le simbologie come un residuo della religiosità, un'iconografia di una chiesa laica.
Il dramma è che nella mia fabbrica (più o meno quaranta persone) soltanto in due ci siamo trovati a discutere degli Stati Generali... vi risparmio quanto tempo e passione è stato dedicato all'Isola dei Famosi (sigh!) o al calcio.
Questo attaccamento al simbolo dei lavoratori, della classe operaia è per me una coperta di Linus, vedo molti compagni titubanti, se non contrari a rinunciare oltre che ad un pezzo della Storia, pure ad un logo redditizio.
A Livorno c'è stato, forse ieri, Ferrando ad un'iniziativa del Partito Comunista dei Lavoratori: nel servizio tv ho visto inquadrare molti compagni di Rifondazione.
... io capisco ... però credo che sia molto più importante il contenuto, il programma che i simboli.
Sono iscritto ai Verdi da 11 anni e da sempre ho guardato alla prospettiva di una federazione della forze della Sinistra, con Rifondazione in primis.
Sono altrettanto convinto che bisogna partire da quello che ci unisce e non è davvero poco: pace, diritti civili, lotta alla precarietà, beni comuni & ambiente, lotta alla xenofobia e omofobia.
A me il simbolo non piace eccessivamente... e pure il nome è un pò rindondante, era meglio Sinistra Arcobaleno... ma comunque va bene così!
Per quanto mi riguarda io sono contrario a metterci i quattro simboli di partito: stiamo costruendo qualcosa di nuovo, e spero che vogliamo aprirci alla società civile a partire da tutti quelli che ci hanno mandato affanculo nel Vday (e qualche buona ragione l'avevano).
Per farlo bisogna essere coraggiosi e scommetterci su.
A pugno chiuso (sono contradditorio ...lo so)
Andrea - ecologista - operaio - di sinistra
carissimo, sono felice che almeno ti rendi conto che sei contraddittorio. non sono d'accordo con ciò che tu dici. noi intanto per adesso stiamo costruendo una confederazione, e mi sembra corretto che i simboli rimangano. I veri comunisti, poi sono a sinistra in quanto collocazione parlamentare, ma nell'interno di essa rappresentano, come tu convieni, un grande passato do lotte e di vittorie, con un'identità ben precisa. Siamo comunisti,punto. Mi fa sorridere, ma convieni pure che siamo in un momento di crisi della politica. Molti partiti non si chiamano più nemmeno partiti, non c'è una grande differenza tra il PD e Forza Italia, la destra tutta, tutte oramai puntano sul populismo e sull'avvenenza dei segretari, per prometter cose che mai faranno. Se noi vogliamo fare una sinistra come tu dici, sarà bellamente la stessa cosa ed essendo di solamente di "sinistra", potrà avere un margine di manovra troppo ampio. Voi siete per il superamento del capitalismo? Non credo proprio. Io in quanto comunista si, quel simbolo lo esplicita. Non è solo un simbolo a caso, rivendica un nuovo sistema economico, che voi non volete. Il toglierlo cancella pure i contenuti. La storia lo insegna. Il PC non aveva nulla a che vedere con la politica dei DS. Seppur in atto la famosa mutazione genetica, quel simbolo imponeva dei vincoli. Ed infatti è stato eliminato. Quindi, ragioniamo, come hai detto, sui punti che ci accomunano, troviamo una sintesi. Teniamo tutti i nostri simboli, stiamo facendo una confederazione, non un partito nuovo!!! E scusami ancora ma è proprio il tuo non essere comunista e salutare a pugno chiuso che rende religioso e nostalgico l'utilizzo dell'iconografia. Perché lo fai? Forse in fondo sei ancora comunista ma credi a chi ti dice che questo è morto, o deve morire? Sennò non farlo,scusa. Intanto ringrazio i democratici ex pc, che tanto hanno contribuito all'attuazione posteriore del piano piduista di licio gelli, di tagliare le estreme ed eliminare il PC. Cerchiamo di non fare lo stesso. Saluto tutta l'assemblea e le auguro buon lavoro,
Inserito da MARCOMATTIA il 8 Dicembre, 2007 - 18:36
CARO FRANCESCO DA MILANO, VOGLIO SOLO DIRTI CHE SEI UN GRANDE, E DAI RETTA A ME, VERRà IL GIORNO CHE INNALZEREMO LA NOSTRA BANDIERA ROSSA SUL QUIRINALE...UN ABBRACCIO
Inserito da oscar cavallaro il 7 Dicembre, 2007 - 11:39
Per motivi di salute e di famiglia non potrò essere a Roma.
Sono un uomo di 56 anni, di sinistra da quando avevo 15 anni.
Possiamo ricominciare a sperare?
Pace e solidarietà
condivido il giudizio negativo sul simbolo che in molti hanno già espresso. Non sono una nostalgica della falce e martello, tuttavia penso che il nuovo soggetto politico che dovrà nascere, anche se non nell'immediato, dovrà basarsi su tre valori fondamentali: il lavoro, l'ambiente e la pace. Va da sè che tali valori dovranno essere rappresentati nel simbolo. Questa sarebbe la vera novità: rappresentare in un modo del tutto nuovo gli ideali storici e fondanti del comunismo e del socialismo. Il simbolo non deve rispecchiare i tratti qualificanti dei singoli partiti, ma ciò che li unisce altrimenti l'operazione fallirà miseramente così come sono falliti a suo tempo l'Ulivo e ora l'Unione nel tentativo di voler rappresentare tutti e nessuno.
daniela falcone
Le divisioni sono sempre dannose, specialmente se si hanno contro poteri e caste, quindi è necessario trovare un accordo o dividersi i compiti. Stupido sarebbe cominciare a litigare per il simbolo che se ha la sua importanza non è certamente la cosa che interessa di più ai lavoratori che con falce e martello non vedono risolti i loro problemi: disoccupazione, precariato, infortuni e malattie, e comunque la sinistra deve essere aperta anche ad altre categorie: al mondo della scienza, della creatività e del lavoro autonomo che cresce per mancanza di posti di lavoro senza per questo essere capitalista. Si sta creando un nuovo futuro che non si può caricare di tutto il passato, ci saranno nuovi elettori che non conoscono nè la falce nè il martello nè il patron dalle braghe bianche, ma i telefoni dei call center, l'agenzia interinale e lo stress. Capisco comunque anche chi non vuole abbandonare falce e martello, quindi propongo di lasciare il simbolo così com'è, senza gli articoli magari per farlo più scorrevole (Sinistra Arcobaleno, o Sinistra Pacifista) e al momento delle votazioni con la scelta nominativa, dare la possibilità ai candidati di far precedere al loro nome se vogliono il simbolo di partito, per es. falce e martello o sole che ride.
Inserito da Andrea Ligorio il 6 Dicembre, 2007 - 23:46
Il simbolo della federazione sinceramente a me piace, anche se non contiene i simboli che appartengono alla nostra storia. Sinceramente avrei messo la S arcobaleno del manifesto degli stati generali. Il simbolo deve essere nuovo e deve incuriosire, questa è la realtà attuale. Andrea Ligorio Bari
....al paese mio i primi volponi/furboni di sempre sono già entrati attraverso sinistra democratica. (una coppia di ex socialisti-affaristi-clientelari ed un elemento che è stato vicino alla forza italia dei primi tempi poi assessore s.d.i passando dai D.S. ha sfiorato l'I.d.V. già disponibile a candidarsi nell'U.D.C- tutto vero-)
Perchè tutti questi balletti??? Naturalmente per un posto in prima fila!!!
Buon divertimento.
w.e.t.
la mia vecchia nonna vede il nuovo simbolo con l'arcobaleno e mi dice: "a questo punto era meglio se mettevano un arlecchino" aggiungendo poi, schifata, "arlecchinate!"
Compagni, per dio, la discussione sul simbolo ci pare così importante? non dovrebbe essere la forma conseguente alla funzione? non eravamo noi quelli che partono dai contenuti, dal mondo del lavoro?e non mi dite che se troviamo una quadra seria su welfare e precarietà e cominciamo ad incidere sull'azione del governo un lavoratore non ci vota perchè non abbiamo nel simbolo la falce e martello. che poi compagni, ma non vi sembra un pò storicamente determinata la falce e martello?è un simbolo fondamentale che porto e porterò sempre nel cuore e attaccato alla catenella che porto al collo da tempo, ma non dobbiamo fossilizzarci (pure la ddr aveva sostituito la falce col compasso..).
tentiamo di avvicinarci, di confrontarci e di unirci quanto più possibile.
detto questo non posso esimermi dal dire che il sego grafico scelto (vuol dire che non è il simbolo definitivo) proprio non mi piace, lo dico giusto per correttezza.
Giovanni Cadioli
Coordinatore di Sinistra democratica a Montichiari , Brescia
In vista del progetto unitario e in auspicio dell'8 e 9 vi mostro il primo passo fatto dalle Federazioni e Gruppi Giovanili di Sinistra:
"Nella città di Ancona, da circa un anno si è creato, pur con fatica, un clima di dialogo e di proficua collaborazione tra i giovani attivisti e i giovani dirigenti di sinistra, ambientalisti, comunisti, provenienti da diversi partiti e con sensibilità politiche differenti. Questa collaborazione, che crediamo possa essere un modello per tutta Italia, è nata dall’esigenza di riunire attorno ad un tavolo e nell’azione diretta, tutti quei ragazzi e quelle ragazze che, pur vivendo con il medesimo disagio questo modello di capitalismo che schiaccia le persone, esaurisce le risorse e devasta l’ambiente, si trovano divisi nei rispettivi partiti di appartenenza. Crediamo infatti che vadano superate le barriere e le divisioni storiche, che molti di noi non hanno vissuto in prima persona, ma che rendono difficoltoso un dibattito serio e costruttivo tra chi pur con varie sfumature,vede il mondo e la società con gli stessi occhi. Crediamo che ratificare la nostra unità sia necessario, per rendere davvero incisiva e radicata fra i giovani la nostra critica a questa società così ingiusta in tantissimi aspetti che riguardano la vita di tutti noi. In questo anno abbiamo invece dimostrato che con il dialogo e l’unità di intenti si ottengono risultati straordinari, come ad esempio accaduto con il Gennaio Antifascista ed il Forum Anconetano per l’Unità della Sinistra, di cui vogliamo riprendere spirito ed intenti.
Da lì la necessità di tenere aperto il dibattito sulle tematiche e problematiche della società con un occhio di riguardo alle politiche giovanili, per far sì che ogni iniziativa ad esse collegata sia presa in maniera unitaria e collegiale e consegua il miglior risultato possibile.
Crediamo che questa unità si costruisca con pazienza e buon senso attraverso un Coordinamento di noi giovani, che si costituisca come una solida rete di contatti e di relazioni, in maniera da rispettare tutte le varie peculiarità dei Partiti e Movimenti che vi aderiscono. Per ottenere ciò il Coordinamento si terrà con cadenze regolari e/o straordinarie, vincolando in un patto di azione comune e di franca reciprocità gli aderenti.
Il Coordinamento sarà rappresentato da un/una portavoce scelto democraticamente dagli aderenti stessi e sostituibile in qualsiasi momento.
Hanno aderito:
Giovani Comunisti per Rifondazione Comunista
Giovani di Sinistra Democratica
FGCI per Partito dei Comunisti Italiani "
Speriamo che ciò che nasce dai giovani sia da esempio per tutti.
Purtroppo non posso venire all'assemblea, perciò esprimo qui il mio pensiero.
Primo. Spero che l'assemblea riesca a sentire il polso della reale situazione. Assemblee decentrate (e quindi più facilmente raggiungibili) sarebbero state più praticabili, ma forse meno impattanti.
Secondo. Il nome non mi piace. Avrei preferito solo "La Sinistra": è più incisivo, più chiaro e si presta meno ad essere inteso come nome di una mera alleanza elettorale. Ma per andare avanti per il momento va bene così.
Terzo. Il "segno grafico" (simbolo) non mi piace. Avrei preferito solo la scritta del nome, eventualmente anche copiando totalmente il tratto grafico della tedesca "Die Linke". Mi piacerebbe superare i simboli, non crearne uno nuovo che non può non lasciare scontento qualcuno. Ma anche qui per andare avanti per il momento va bene così.
Quarto. Facciamola partito il prima possibile. Se, come ho letto da qualche parte, ci comportiamo in maniera diversa da posto a posto, presentandoci all'elettorato qua uniti, là seprati e così via possiamo anche lasciar perdere fin da subito. Se partiamo bene ci sto, se no me ne resto a casa.
La ridefinizione del quadro politico degli ultimi mesi sta aprendo uno spazio a sinistra che è l'occasione per costruire una forza che possa presentarsi con le carte in regola per dare rappresentanza a una consistente fetta di società nuova e ai suoi bisogni.
Non è solo una buona occasione ma è l'ultima: difficile immaginare un futuro in cui ancora abbia senso stare a sinistra e incidere sugli equilibri sociali se la cecità, la chiusura nostalgica e la mancanza di sensibilità al nuovo, costringesse il processo di unificazione della sinistra a un parto incerto e mal gestito.
Essere di sinistra non solo ha ancora senso nel XXI secolo. È addirittura necessario; ma solo a patto di esserlo per davvero, recuperando il carattere progressista che l'ha creata: avere il coraggio di guardarsi intorno, uscire dai rifugi, ascoltare e toccare le domande, i bisogni, le speranze di mani che continuano a lavorare per vivere e vivere lavorando, ma con mezzi e strumenti diversi, ruoli sfuggenti e meccanismi complessi. Oggi uguaglianza e lavoro rimangono i problemi vitali della società e dei suoi membri, ma hanno nuovi nomi: precariato, globalizzazione del mercato, ambiente, nuovi autoritarismi mediatici che sostituiscono una stanca rappresentanza democratica. Ad essere uguale è il bisogno di uguaglianza e di opportunità diffuse, di giustizia sociale, politica ed economica. Si dice non esistano più le classi, ma soltanto individui. Oggi sono proprio le differenze di classe a schiacciare lo sviluppo di istanze individuali più naturali: stabilità economica, famiglia, figli, casa. La recente ondata di sfiducia verso la politica è l'ennesimo richiamo a colmare la distanza che si è creata tra realtà e rappresentanza. Solo con coraggio innovatore, con una spinta progressista è possibile ritrovare la forza che ha creato la Sinistra in 150 anni: la Sinistra che individuava i soggetti deboli e bisognosi e combatteva per spostare gli equilibri.
Qualcuno, il Partito Democratico ha avuto il coraggio di saltare sul treno in corsa, di rinnovarsi, ma a costo di rinunciare a qualsiasi atteggiamento critico, scegliendo la timida gestione dell'esistente propria del pensiero unico. Dall'altra parte, a Sinistra, le nostalgie, le comodità della chiusura ideologica, l'inerzia di una classe dirigente datata e insensibile alla novità dell'occasione, oltre che tradire il senso stesso della storia della sinistra mondiale, non riescono a rappresentare i nuovi soggetti sociali bisognosi di partecipazione, non riuscendo a comunicare con immagini, analisi e proposte inadeguate e fallimentari.
È tempo di imboccare una terza strada. Non si può andare avanti senza stare a sinistra. Non si può stare a sinistra senza andare avanti.
Non è più tempo di rifugi, di nascondersi tra reduci come a una gloriosa riunione di eroici sconfitti, di combattere per cadere il meno indietro possibile. Socialismo o barbarie, si diceva. Oggi l'alternativa è altrettanto radicale: muoversi o scomparire. Siamo convinti di essere in molti a condividere lo stesso bisogno: solo mobilitandoci attivamente potremmo pesare sulle scelte di questi giorni.
Federico Bianchi, Università degli Studi di Milano
Francesco Bratos, Università degli Studi di Siena
Gianluca Pozzoni, Università degli Studi di Milano
Inserito da AndreaCuscela il 6 Dicembre, 2007 - 20:05
Sono sempre stato a favore dell'Unità della Sinistra, e sono contento che finalmente si sia arrivati a questa FEDERAZIONE.
Cosi' come ha da sempre chiesto il segretario Diliberto "Uniamoci in una Federazione", cosi' è andata.
Le idee sono condivise, lo sappiamo benissimo, in ambito locale e nazionale, oramai da anni,sono altresi' contento che la Sinistra dei DS abbia avuto il coraggio di staccarsi da chi ha rinnegato se stesso.
Spero vivamente che però nel simbolo, che può piacere o meno,poco importa la grafica davanti ai contenuti...siano contenuti i LOGHI dei 4 partiti che costituiscono questa FEDERAZIONE.
Marco Rizzo ha ragione, la falce e il martello rappresentano i lavoratori, e siccome non stiamo facendo un partito unico come il PD, mi pare ovvio, che se è FEDERAZIONE, debba contenere il simbolo dei Comunisti Italiani, di Rifondazione Comunista, di Sinistra Democratica, e dei Verdi per la Pace.
io penso che il popolo di sinistra sia deluso all'ennesima potenza perchè si sente tradito, e piu lo diciamo, in tv, nelle piazze, nei sondaggi, e più ci ignorano. ho votato rifondazione perchè volevo luxuria in parlamento, e stupidamente pensavo che la sua presenza simbolicamente aprisse un pò le menti di tutto il parlamento e invece..dove sono I DICO??????? e non lo dico perchè personalmente coinvolta, anche se in parte, ma perchè è un vero oltraggio. mi piacerebbe poter denunciare i responsabili. io ho votato un programma, QUEL PROGRAMMA, e a me non interessa nulla dei diniani, dei mastelliani, o chi x loro..io CHIEDO SOLAMENTE CHE RISPETTINO LE PROMESSE CHE MI HANNO FATTO.vedo sempre che la sinistra deve soccombere alla D.C. a quel popolo cattolico moderato che i politici hanno paura di "spaventare" neanche diventassimo l'olanda!!!!e le leggi ad personam??e il benedetto CONFLITTO DI INTERESSI?????????possibile??????possibile che nel 2007 il Vaticano, il POTERE DELLA CHIESA sia ancora così capace e potente di manovrare le fila dei parlamentari di un certo tipo come fossero mere marionette??personalmente penso che la nostra Italia sia molto più avanti di quella italietta qualunquista democristiana e dopoguerra che loro credono di rappresentare (se vista senza malizia ) oppure ci vogliono "inculcare" grazie anche alle varie esternazioni di cardinali, papi, vescovi e arcivescovi.
grazie a tutti e tutte,
Sara di Roma (29 anni, studentessa universitaria, cococo)
prima avevo scritto "simbolo e altro" senza firmarmi, scusate
sarai delusa ma solo una forza di sinistra (non aggiungo radicale) poteva portare Luxuria in parlamento (ne sono veramente entusiasto).
solo un forte identità di sinistra è radicalmente laica.
il programma non lo abbiamo certamente tradito noi. l'importante e che gay, lesbiche e trans abbiano parità di trattamento politico e rappresentanza stabile.
ecco cosa credo che voglia dire parlare dei contenuti:parlare della vita delle persone.
riflettiamo il "leadersimo" è negativo (devo essere daccordo con la Franceschini)
le nostre idee, i nostri bisogni, la qualità della nostra vita, la nostra vita (contro la morte) sono più importanti di qualsiasi leader.
un calabrese.
è da qualche anno che sono sempre indecisa se votare rifondazione, comunisti, o addirittura verdi. io sono lì, a SINISTRA, SINISTRA VERA, non pds, ds, e peggio che mai pd. credo nella pace, nella giustizia sociale, nell'ambientalismo, nei diritti civili (poveri dico!!!) nell'anticapitalismo, ecc ecc. quindi sono grata a questi 4 partiti di unirsi in un'unica federazione, così ogni volta non dovrò essere sempre combattuta tra uno e l'altro. io sono fermamente convinta che sia giusto unirsi,e credo anche che gli ideali siano condivisi, ma il fatto del simbolo è importante. che sia la falce e martello o anche il profilo di un operaio con l'elmetto di sicurezza, l'ho buttata là, insomma qualunque riferimento alla SINISTRA senza nulla togliere ai verdi e al pacifismo. anzi!!!! ho paura che questo unirsi per forza dei partiti porti invece altre tensioni..mi chiedo come mai dei simboli della SINISTRA non ci sia nulla?? altrimenti i verdi non ci si vorrebbero unire??capisco che sono tradizioni ben diverse, che uno che nasce verde nel sangue può sentirsi diverso da uno che nasce rosso nel sangue, ma allora, boh..se già il simbolo può essere un problema, il resto??a livello mio personale elettorale ripeto lo considero una vittoria, però...ho lasciato il pds, ed ero una dalemiana convinta e appassionata, nel momento della guerra in kosovo, però la "cosa rossa" non è solo "peace and love", è anche dico, omosessualità, cococo, stipendi che urlano vendetta..
L'abbandono dei simboli che hanno contraddistinto la nostra storia mi pare assolutamente fuori luogo, la scelta dell'arcobaleno poi mi sembra a di poco veltroniana. Questo non perchè io sia un antipacifista, direi il contrario, ma credo che la sinistra sia qualcosa di più del semplice pacifismo o ambientalismo. Il centro ideologico della sinistra è sempre stato il lavoratore, direi in contrapposizione a consumatore del PD, ed abbandonare i simboli che ci legano alla base lavoratrice mi sembra pura follia,se non buonismo qualunquismo o marketing politico.
Noi non abbiamo nulla da farci perdonare o di cui vergognarci, dobbiamo andare avanti con l'orgoglio che ci ha sempre contraddistinto, e non inchinarci al pensiero unico, altrimenti non ha nessun senso fondare questo partito.
Credo sia indispensabile discuterne all'assemblea e mettere ai voti alcuni simboli. Non è solo quaestione di simbolo io personalmente vorrei capire se questo nuovo partito rivendica la storia del PCI o la nasconde, nel secondo caso, lo ripeto, è un partito che non ha nessun senso fondare per il liberal-radical-chic c'è già il PD
Il simbolo scelto fs schifo, sembra quasi quello dei verdi e di sinistra democratica, mi domando come mai noi comunisti che siamo di più, dobbiamo abdicare alle nostre radici, ai nostri simboli, alla nostra storia, la mia domanda è, com'è che hanno deciso il simbolo senza consultare i militanti, sembra quasi che pur di seguire Valter Veltroni, ci si faccia male, perderemo molti voti con quel simbolo, e sicuramente il mio che sono comunista, anche se iscritto a Rifondazione, mi trovo d'accordo con Rizzo, noi vogliamo la FALCE e il MARTELLO, simboli cari a molti e soprattutto a quei morti deel passato che così saranno morti invano, spero che non si voglia imporre a tutti il volere di pochi, alla faccia del partito che viene dal basso, quando decidono Mussi e company.
Finalmente Bertinotti si è svegliato di nuovo. L'Unione è fallita. La sinistra faccia sentire la sua forza e rompa con la coalizione, magari ritirando i ministri. Altro che verifica a Gennaio! Il voto sul welfare è più che sufficiente!
Da militante di sinistra, non sono d'accordo con le parole di Fausto Bertinotti, stiamo facendo di tutto per dare la guida dell'italia a Berlusconi. Dobbiamo essere più incisivi, ma non pensare minimamente ad un eventuale caduta del governo. Sarebbe la fine per la Sinistra.
Personalmente non andrei più a votare.
Ma perché temiamo il ritorno di Berlusconi? Perché lascierebbe i soldati in Afghanistan (come ha fatto Prodi)? Perché darebbe Vicenza agli americani (come ha fatto prodi)? Perché alzerebbe l'età pensionabile (come ha fatto Prodi)? Perché farebbe un uso ad personam della giustizia (ricordiamo Mastella e la moglie del buon Dini)? Perché terrebbe aperti i centri di permanenza per migranti (come ha fatto prodi)? Perché manterrebbe in vigore la legge trenta (come ha fatto... qualcuno!)?...
insomma: se il governo non fa quello per cui l'abbiamo eletto meglio che vada a casa! Facciamo una seria opposizione!
sono di sinistra e favorevole alla nostra partecipazione al governo insieme con Prodi. Sono d'accordo con alcune affermazioni di Fausto, ma a questo punto se vuole fare il politico d'opposizione, occupando una carica istituzionale alla quale è stato eletto con i voti dell'Unione, dovrebbe con coerenza dimettirsi dalla carica di presidente della Camera.
Luciana De Luca
La terza carica non deve intervenire nella politica.Il governo deve avere il coraggio di essere inpopolare. Una parte della sinistra non ha la coltura di governo. Scusate la democrazia non era il governo del popolo per il popolo tramite lo strumento della politica.
Inserito da Giacomo Caldarelli il 6 Dicembre, 2007 - 12:56
Non sono un nostalgico legato alla falce e martello ad ogni costo, anzi sto lavorando duro da mesi per riuscire a coinvolgere quanti più compagni in questa grande scommessa della costruzione di un nuovo soggetto di sinistra fatto di comunisti, di uomini e donne determinate a trasformare la società e processi che la governano. Ma la scelta di un simbolo di questo tipo denota la scarsa capacità dei nostri dirigenti nel saper interpretare il tempo, politico e culturale, che stiamo vivendo.
Non penso di chiedere l'impossibile nel pretendere uno studio sulla comunicazione e sulla grafica capace di leggere ed intrepetare la nostra storia, la nostra cultura, il nostro futuro, i nostri elettori e soprattutto i tanti compagn* che abbiamo perso per strada. E' il minimo che un soggetto politico, innovatore, che intende riscrivere le pratiche del fare politica deve fare.
Scusate compagni ma credo che stavolta stiamo commettendo un gravissimo errore. La scelta di abbandonare i simboli del lavoro per una realtà che fa dei lavoratori la propria base deve corrispodere ad una vera novità.Con quale coraggio oggi presentiamo questo simbolo che non ha nemmeno la struttura grafica per partecipare alle elezioni per il rinnovo dei rappresentati d'istituto di un qualsiasi liceo.
Scusate lo sfogo, ma ci tengo alla sinistra e alla ricostruzione di un nuovo blocco sociale fatto di uomini e donne capaci di governare questo paese. Ci tengo e pretendo che le cose vadano fatte sulla base di uno studio e di un progetto che guardi al futuro.
Approvo al 100% la tua opinione. Quello che ci vuole è uno studio serio su quello che stiamo cercando di creare, in ogni campo (comunicativo, sociale, politico...); già da tempo ho posto il problema del simbolo all'interno del mio partito... rendendomi conto che la situazione è davvero complicata.
In Italia i Comunisti ci sono e sono fieri di esserlo, ma questo non deve impedire questa "piccola" rivoluzione pacifica che possiamo mettere in moto grazie al desiderio di unità che tutto il popolo della Sinistra vuole vedere messo in pratica!
Forse è l'unica via per far pendere la bilancia del compromesso anche dalla nostra parte... e non sempre verso il centro ^^
Giovanni Ferraro Compagno di Cascina
Difficile riuscire a concepire un simbolo grafico peggior di quello che è stato presentato.
Al di là del disegno grafico di scadente qualità, esso non ha alcun significato politico: se falce e martello è considerato un simbolo obsoleto che rappresenta un mondo del lavoro che non c'è più, l'arcobaleno rappresenta esclusivamente il pacifismo, lasciando fuori valori come il lavoro, l'ambiente e i diritti che sintetizzano oggi il DNA della nuova sinistra.
Ma non si poteva lanciare una sorta di concorso di idee nel quale ognuno di noi avrebbe potuto presentare delle proposte? Certo il risultato sarebbe stato ben diverso.
Delusi dalle premesse, speriamo che il prosieguo non tradisca le aspettative che abbiamo riposto in questo progetto unitario.
Ad essere sinceri, sono abbastanza deluso dal nuovo simbolo sia dal punto di vista grafico che dal nome...la parola Arcobaleno non ha davvero significato, non ha alcun senso politico, sarebbe stato meglio se sotto la parola "la Sinistra" fossero apparse le 4 parole per cui ha senso la nstra azione politica unitaria "PACE, AMBIENTE E LAVORO".
La parola Sinistra in quel caso sarebbe stata qualificata da degli obiettivi, ma mi dite la parola "Arcobaleno" che significato vero abbia?.
Il riferimento alla bandiera della pace è giusto ed ovvio, ma con la sua denominazione è assolutamente rindondante...
Cmq se qsta doveva essere la sintesi vò bene anche qsto, basta che cominciamo a costruire la sinistra unita partendo dalle idee e dal coinvolgimento.
Ci Vediamo a Roma.
dici benissimo.
condivido sia le tue considerazioni sia per quanto riguarda il "contenuto" che la "forma" del nuovo simbolo.
la falce e martello rappresentavano simboli comunicativi forti e sintetici di ragioni e ideali per i quali lottare (lo dice anche uno grafico del calibro di Oliviero Toscani che a stroncato il nuovo simbolo in diretta su caterpillar in onda su rai radio due; la puntata di ieri e scaricabile in podcast).
Questo simbolo fa schifo!!!
E se lo hanno già scelto allora cosa ci veniamo a fare a Roma!?!?
A far fare la passerella a qualcuno?
Mi ero illuso che questa era la volta buona che in questo Paese potesse accadere un qualcosa di positivo. Verrò lo stesso a Roma, ma ormai non mi faccio più illusioni. E comunque, io resterò sempre comunista e voterò ovunque ci sia una falce e un martello.
Giuseppe da Napoli
finalmente una sinistra unita! non sono mai stato iscritto ad un partito pur facendo attivita' sindacale nella CUB e "politica" nei centri sociali romani.... penso che questo sara' il mio primo Partito!!! e' quello che aspettavo e vorrei contribuire a questo prezioso progetto. Finora ho sempre ritenuto opportune le scelte fatte nei confronti dell'attuale maggioranza ma se questo e' diventato un nuovo "Governo Dini" penso che sia necessario arrivare ad una verifica ed eventualmente farlo cadere! un partito non puo' dimenticare la propria identita', le proprie radici, i propri ideali in virtu' dei continui ricatti. A chi non capira' spiegheremo che un Governo di "sinistra" non puo' fare una politica di destra su immigrazione, lavoro, sicurezza, diritti civili. L'Italia ha bisogno di cambiamenti radicali su questi temi e non di toppe messe qua e la in virtu' dei casi umani che fanno notizia e dello spettro Berlusconi che, a questo punto fa piu' comodo ai "nostri" alleati di Governo per difendere privilegi occulti che non, magari, ai suoi stessi alleati.... Non so come e quando ma so perche' partecipero' a questo nuovo progetto! GRAZIE!!!! Marco
sono un uno di sinistra ...si di questo sono sicuro.
non ho mai avuto alcuna tessera. per diversi motivi non feci quella del pci. e le altre (pds prc etc.) non le volli fare.
ma sento di condividere intimamente le ragioni, gli ideali e le sfide della sinistra (o meglio che secondo me possono trovare naturale collocazione solo a sinistra).
il pd mi non mi interessa. mi manca la politica.
mi manca il pci dalle mani pulite! (e quando venne mani pulite noi non avevamo più un partito all'altezza)
mi manca un partito (uno solo!) di sinistra che sia il migliore di tutti!
fatto di gente diversa, che si batte solo per i propri ideali!
con un forte rinnovamento al suo interno, fatto di giovani!
Hasta siempre
e' una bella scommessa... andare oltre l'orizzonte del comunismo... mi sembra di ritornare al vecchio PCI di Berlingueriana memoria.. quello dove si ritrovavano i cattolici di sinistra.. le anime ambientaliste, pacifiste... quella è stata l'esperienza che portò il PCI a essere il motore della politica..con idee e non trincerandosi dietro il nome... ma nei fatti...
Inserito da Alessandro Somma il 6 Dicembre, 2007 - 11:33
Oramai molti affermano che l'unità dei partiti della sinistra costituisce una condizione storica della sua esistenza. E' un notevole passo avanti: fino a poco tempo fa pochi condividevano una simile analisi e ancora meno avrebbero tentato di tradurla in pratica politica.
Occorre peraltro intendersi sul concetto di condizione storica e in particolare comprendere che essa non attiene a vicende meramente contingenti. L'unità è infatti uno sbocco indispensabile a prescindere dalle emergenze del momento e in particolare dalla prossima legge elettorale o dalla partecipazione o meno all'esecutivo nazionale.
Certo la contingenza può giocare a favore dell'obbiettivo. Si deve infatti riconoscere che la situazione attuale costituisce un notevole stimolo all'avvio del processo di unità. Le forze della sinistra si trovano al governo e ciò induce loro a ridimensionare le rivendicazioni identitarie. Una spinta in tal senso deriva poi dalla minaccia di elezioni imminenti e dalla prospettiva di una legge elettorale punitiva per le formazioni minori.
Ma - come dicevo - l'unità è condizione storica di esistenza della sinistra e valorizzare il dato storico significa considerare vicende di portata ben più ampia di quelle che attualmente monopolizzano l'avvilente cronaca politica.
Una vicenda su tutte deve essere evidenziata. Da tempo la sovranità statale è stata ceduta ad entità - come la Comunità europea o l'Organizzazione mondiale del commercio - che operano le scelte più rilevanti per la vita dei cittadini. Condizionate dal livello internazionale sono innanzi tutto le scelte di politica economica, come quelle che concernono il modello di sviluppo e quindi le forme di redistribuzione della ricchezza. Lo stesso vale poi per le scelte di politica estera, come quelle che attengono ai temi della pace e dell'immigrazione o alle questioni ambientali. Elaborate a livello internazionale sono infine le scelte condizionanti la politica sui diritti civili e quindi su temi come la laicità delle istituzioni o la condizione femminile.
Tutto ciò richiede una forza della sinistra sufficientemente ampia da iscrivere la propria azione politica locale entro il moto globale delle cose. Una forza che sappia pensare alla propria identità non come questione che attiene all'esaltazione delle differenze tra istanze formulate da apparati di partito, bensì come sintesi delle elaborazioni dei molti individui e gruppi che sviluppano idealità al di fuori dei tradizionali circuiti della politica.
Se così stanno le cose, il problema delle forme del far politica è direttamente un problema di contenuti del far politica: lo accompagna se non addirittura lo anticipa. Altrimenti detto l'identità della sinistra si ridefinisce entro un percorso di unità o non si ridefinisce: come del resto hanno dimostrato i numerosi tentativi di chi ha voluto far precedere il primo al secondo momento.
Da questo punto di vista la situazione attuale non è particolarmente incoraggiante. Vi è una fragile disponibilità a costruire una federazione delle forze della sinistra, che tuttavia solo per alcuni costituisce un punto di passaggio verso l'unità di quelle forze. Una fragile disponibilità oltretutto manifestata a livello nazionale ma non - o almeno non in modo convincente - a livello locale minore: il livello in cui le frizioni tra forze politiche non sono sdrammatizzate dalla loro rilevanza per il contesto nazionale.
Eppure il livello locale è il livello centrale per un processo di unificazione che - ove fosse imposto dall'alto - coinvolgerebbe i soli apparati di partito e lo farebbe inoltre senza produrre dinamiche sentite dalle sue articolazioni territoriali.
Troppo peso sembra inoltre attribuito alle discussioni sui contenuti che rischiano di offuscare il nesso inscindibile con le forme. Questo almeno costituisce un rischio dell'articolazione proposta per i cosiddetti stati generali della sinistra previsti per il fine settimana: un'articolazione che oltretutto appare troppo legata a schemi politici tipici di chi trascura il livello internazionale e le radicali trasformazioni da esso indotte.
E' difficile immaginare se tutto ciò sia capace di mettere seriamente in pericolo la riuscita dell'iniziativa. Mi sento tuttavia di formulare due auspici che forse possono arginare un simile rischio.
Il primo auspicio concerne la visibilità della federazione a fianco dei partiti della sinistra. Occorre che la sua nascita sia accompagnata da una vera e propria campagna di adesioni che si affianchi al tesseramento ai singoli partiti. Se così non fosse quest'ultimo si trasformerebbe in una intollerabile conta in vista di una verifica dei rapporti di forze entro la federazione. E soprattutto si impedirebbe il coinvolgimento della sinistra fuori dai partiti che costituisce - al pari dei partiti - una componente fondamentale del processo di unificazione.
Il secondo auspicio: occorre creare articolazioni locali della federazione - le cosiddette case della sinistra - e considerarle il fulcro attorno a cui far ruotare il processo di unificazione. Occorre poi che in queste case i partiti e la sinistra diffusa siano rappresentati in forme capaci di valorizzare l'effettivo apporto di tutti. E tutti devono essere rappresentati: nessuno deve mettersi fuori ma - allo stesso modo - nessuno deve essere messo nelle condizioni di doversi chiamare fuori con richieste palesemente irricevibili. Se questo vale per i rapporti interni al centrosinistra - ed anzi viene combattuto come tattica di chi vuole spostarne l'asse verso il centro - non si vede perché non debba valere per le relazioni nella sinistra. Tanto più che molte delle richieste irricevibili concernono problemi risolvibili solo attraverso l'unità e le dinamiche che essa metterebbe in moto.
finalmente ci si confronta in Italia e in Europa
, suggerisco che occorrerà fondare anche un sindacato che faccia riferimento a quest'area politica visto la imbracatura totale della Cgil con il Pd.
Francesco-Acilia-Roma
Bene, ormai quasi ci siamo. Sabato e Domenica si posa il primo mattone per la ri-costruzione di una casa comune dei "dispersi a sinistra". Ho visto il simbolo e non nascondo che la mancanza dei tradizionali simboli del lavoro un pò mi pesa, tuttavia... Tuttavia, in questa fase è meglio non fare tanto gli schizzinosi e andare al sodo, al sodo dei contenuti, dei ragionamenti, delle prospettive future di questa ri-aggregazione. Buon lavoro a tutte e tutti quelli che saranno a Roma e buona fortuna alla "Cosa Rossa" e a tutti noi, ne abbiamo sul serio un gran bisogno. Mabuk il Telecom-unista
commenti
il progetto
Stiamo attraversando un periodo molto critico e di grandi trasformazioni. Abbiamo bisogno di un riferimento forte a sinistra in grado di porsi il problema del governo, per contrastare il centrodestra e le sue politiche, e nello stesso tempo di indicare una prospettiva, di riproporre la speranza e l'utopia. Non abbiamo bisogno di un partito leggero, privo di riferimenti, incapace di vedere le reali differenze tra le forze in campo. Abbiamo bisogno di un partito vero, fatto di uomini e donne che discutono e decidono. Abbiamo bisogno di un luogo del discutere e del fare politica che sia comune, che superi le frammentaioni e i particolarismi. Se ognuno resta nel suo orticello, guarda al suo particolare, il progetto politico non si può concretizzare, perchè per essere il progetto ha bisogno di una visione alta, strategica, ideale che sia comune a uomini e donne. Ecco alla fine di questo abbiamo bisogno: di uomini e donne, delle loro intelligenze e della loro passione.
Se mi date questa speranza allora mi sarà possibile stare con voi.
BANDIERA ROSSA TRIONFERA'
CARI COMPAGNI NEL VEDERE QUESTO SIMBOLO MI è VENUTO UN GROPPO ALLA GOLA, PROPRIO SOPRA LO SCHERMO DEL MIO COMPUTER HO AFFISSO UNA BANDIERA ROSSA CON LA FALCE E IL MARTELLO IN ALTO A SINISTRA, ANCORA LA VECCHIA BANDIERA DEL PCI; MI CHIEDO: MA DOVE STIAMO ANDANDO? DOPO AVER APERTO LA STRADA AI MOVIMENTI, CORRENDO IL RISCHIO DI FAR PASSARE IL PARTITO COME UN MOVIMENTO, DOPO AVER ACCETTATO DI GOVERNARE L'ITALIA CON GLI EX DC, ORA VOGLIAMO PRESENTARCI ALLE PROSSIME ELEZIONI SENZA LA NOSTRA MITICA E UNICA FALCE E MARTELLO... MAH, AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA
vi saluto con fervore di rivoluzionario...marco mattia
cambiera'? simbolo? si alla sinistra operaia e ambientalista!
importante mantenere ideologie ORGOGLIO SINISTRA
Alessandro67 Gianluca77
ci sarò perchè...
Ci sarò per ricordare che questa Sinistra deve imparare a fare sintesi veramente e deve instaurare un vero e proprio processo di condivisione tra le forze che la compongono e la caratterizzano.
Ci sarò perchè faccio parte di quel popolo della sinistra che aspetta delle risposte ma che anche interessato a trovare delle soluzioni.
Ci sarò perchè,come dico sempre,voglio riportare,nel mio piccolo,IL MONDO A SINISTRA.
Simone Casadei Pastorino
non più tentennamenti
Mancano poche ore ormai e con il passare del tempo vedo che aumentano i tentennamenti. Spero che domani saremo in molti a credere in questa avventura. Invito tutti a non lasciarsi confondere o demoralizzare da divisioni, paure, pregiudizi, difesa di simulacri, e di rendite. Cominciamo con passione e determinazione anche in modo conflittuale con le nostre radici. Soprattutto non deleghiamo nel nostro territorio l'iniziativa ai "soliti noti"
il sogno
in bocca al lupo a tutti, ne avremo bisogno.
dobbiamo fondare un nuovo grande soggetto che dia speranza e risposte, che dia unità e alternativa, che ci faccia ritrovare l'entusiasmo, essere forti, essere propositivi e vicini nelle scelte.
sul simbolo condivido le perplessità espresse nel sito.
uniti ce la faremo.
dobbiamo far funzionare le emozioni.
emozionatemi compagne e compagni.
sono pronto alla nuova sfida.
in bocca al lupo a tutti, ne avremo veramente bisogno.dobbiamo puntare in alto.
vi voglio bene.a domani.
Michelangelo Jan vecoli
capogruppo PRC comune di camaiore (Lu)
Bertinotti rispetti il suo ruolo istituzionale
cari compagni,
sono un elettore della vostra parte politica..ho sempre votato comunista...e penso continuerò a votarvi; voglio tuttavia esperimere il mio largo disagio per le parole espresse dal presidente della camera Fausto Bertinotti nell'intervista a "repubblica" qualche giorno fa.Da studente di diritto,molto appassionato al diritto costituzionale, trovo completamente fuorviante un intervento di questo tipo da parte della terza carica dello stato il quale ha tra i suoi compiti per lo + quello di far rispettare i regloamenti parlamentari. Se rifondazione vuole far sapere all'esecutivo prodi che "ha fallito" lo faccia dire dal segretario Franco Giordano: capisco che giordano non abbia nemmeno un quarto della statura e del linguaggio politico di Bertinotti, ma il segretario è lui, le responsabilità politche se le deve prendere lui. Ho sempre pensato che la presidenza della camera non si addicesse ad una personalità come Bertinotti e ho sempre pensato che Franco giordano + che il capogruppo non potesse fare. Ferrero non lo conoscevo ma anche lui s'è dimostrato poco preparato per un incarico difficile come quello che (ancora per poco) detiene. Insomma le ho trovate scelte sbagliate sin dall'inizio..Perchè Bertinotti non s'è impegnato per mettere Giuliano Pisapia alla giustizia? Sarebbe stato sicuramente all'altezza e avrebbe fatto scelte che avrebbero messo in buona luce il partito stesso; Sono molto disamorato, stufo degli slogan di giordano e ferrero..spero con tutto il cuore che da questa assemblea se ne traggano delle riflessioni positive per il nascituro partito. Spero che trovino spazio persone competenti e con passione politica..Posso fare qualche nome? Giuliano Pisapia, appunto, Nichi Vendola, Nicola Tranfaglia, Cesare Salvi...
con affetto
Niccolò Bellazzini
L' ultima opportunità per la sinistra in Italia di esserci.
Io penso che essere di sinistra oggi non possa significare attendere eventi traumatici o rivoluzionari che cambiano d' un colpo lo stato di cose esistenti, ma la volontà e l'impegno ad agire sempre quotidianamente avendo come punti di riferimento valori assoluti e condivisi quali:
- la pace;
- la libertà;
- la democrazia partecipata;
- la laicità dello stato;
- il diritto del lavoro in tutte le sue forme;
- la imprescindibile tutela ambientale;
- la solidarietà;
sembrerebbero valori scontati a sinistra, ma così non è quando da tempo si vede affermare come valore prevalente quello del governare come fine della politica invece che come strumento della politica per l'affermazione dei predetti valori.
La sinistra si è sempre più divisa. I fautori della governabilità ad ogni costo da almeno quindici anni cercano di emarginare chi crede ancora nei valori della sinistra emarginadoli e rincorrendo leggi elettorali per escludere chi non si accontenta della mera governabilità. Gli elettori della sinistra privi di una sicura identificazione politica o si convertono al valore della governabilità fine a se stessa(veicolata dai media) o diventano sensibili persino alla demagogia della destra oggi impersonata da Berlusconi.
Gli stati generali della sinistra sono l'ultima occasione, prima che il referendum elettorale o la nuova legge elettorale emarginino definitivamente e irrimediabilmente tutta la sinistra, non solo per mettere insieme solo alle elezioni quattro piccoli partiti(cosa che al popolo di sinistra interessa molto poco e che storicamente non è mai stata elettoralmente premiata), ma per invertire la rotta infelice del ventesimo secolo nel senso di voler creare una nuova grande sinistra vera che voglia avere una sua politica da proporre visibilmente a tutto il paese e tale da poter incidere sulle scelte di un governo di cui faccia parte senza doverle solo subire in nome della governabilità; una sinistra in cui si riconoscano a pieno titolo non solo gli attuali aderenti ai quattro partiti ma tutti i movimenti e cittadini ( e sono tanti) che pur essendo di sinistra e condividendo i suoi valori non fanno parte di questi partiti o , delusi , non votano, o peggio ritengono più utile votare moderato o a destra.
Creare in sostanza un nuovo soggetto politico capace di contenere tutta la sinistra che dia a tutti il senso della utilità di un impegno politico.
La federazione può essere anche un passaggio accettato se tattico e transitorio, purchè la scelta strategica resti il partito unico, possibilmente con regole interne che garantiscano la rappresentanza proporzionale a tutti i livelli affinchè nessuno possa temere di essere escluso per la sua storia, ma abbia la possibilità di far valere le sue sensibilità prevalenti mediante sano proselitismo interno.
Con questa prospettiva abbiamo fondato circa tre anni fa ad Andria (Ba) il Movimento "SINISTRA ATTIVA" dhe rappresento quale consigliere al Comune di Andria, movimento che non solo si riconosce statutariamente nei valori innanzi detti, ha previsto la possibilità per i suoi aderenti di essere iscritti anche ad altri partiti della sinistra al fine di favorire il dialogo e il confronto e , sopratutto ha previsto nello statuto che il movimento riterrà raggiunto il suo scopo e si sciglierà non appena si realizzerà il partito unico della sinistra.
Ecco perchè speriamo di scioglierci.
Franco Piccolo
APPELLO:PODCAST PER CHI NON PUO' VENIRE
AGLI ORGANIZZATORI:SARANNO DISPONIBILI REGISTRAZIONI VIDEO E/O AUDIO DEGLI INTERVENTI AGLI STATI GENERALI SCARICABILI IN PODCAST PER CHI NON PUO' VENIRE?
E' ANCHE UN MODO PER CONSERVARE E CONDIVIDERE LA MEMORIA DI QUESTA ESPERIENZA.
dalla redazione
carissim*, è già prevista la diretta in streaming su questo sito, su ecotv e probabilmente sui siti dei rispettivi partiti.
Vengo anch'io/sull'arcobaleno defalce&martellizzato
Vengo anch'io perchè sono preoccupato che nel prossimo futuro non ci possa esserci più spazio per la Politica, quella con la P maiuscola, dove c'è vera Partecipazione e non gazebo populisti e primarie di plastica, emblemi di una politica questa si con la p minuscola, che risponde sempre di più agli interessi delle lobby dei poteri forti, come del resto negli States: l'annunciata discesa in campo di Montezemolo è emblematica.
C'è bisogno di creare una Forza Resistente a questa deriva che punta a cancellare oltre 100 anni di passioni, utopie necessarie a guardare oltre realtà dove la dignità dell'uomo e della donna venivano e vengono tutt'ora offese e quindi alle speranze di cambiamento.
Sono operaio e rimango da un lato commosso, da un altro perplesso dal dibattito sulla falce&martello.
Vedo le simbologie come un residuo della religiosità, un'iconografia di una chiesa laica.
Il dramma è che nella mia fabbrica (più o meno quaranta persone) soltanto in due ci siamo trovati a discutere degli Stati Generali... vi risparmio quanto tempo e passione è stato dedicato all'Isola dei Famosi (sigh!) o al calcio.
Questo attaccamento al simbolo dei lavoratori, della classe operaia è per me una coperta di Linus, vedo molti compagni titubanti, se non contrari a rinunciare oltre che ad un pezzo della Storia, pure ad un logo redditizio.
A Livorno c'è stato, forse ieri, Ferrando ad un'iniziativa del Partito Comunista dei Lavoratori: nel servizio tv ho visto inquadrare molti compagni di Rifondazione.
... io capisco ... però credo che sia molto più importante il contenuto, il programma che i simboli.
Sono iscritto ai Verdi da 11 anni e da sempre ho guardato alla prospettiva di una federazione della forze della Sinistra, con Rifondazione in primis.
Sono altrettanto convinto che bisogna partire da quello che ci unisce e non è davvero poco: pace, diritti civili, lotta alla precarietà, beni comuni & ambiente, lotta alla xenofobia e omofobia.
A me il simbolo non piace eccessivamente... e pure il nome è un pò rindondante, era meglio Sinistra Arcobaleno... ma comunque va bene così!
Per quanto mi riguarda io sono contrario a metterci i quattro simboli di partito: stiamo costruendo qualcosa di nuovo, e spero che vogliamo aprirci alla società civile a partire da tutti quelli che ci hanno mandato affanculo nel Vday (e qualche buona ragione l'avevano).
Per farlo bisogna essere coraggiosi e scommetterci su.
A pugno chiuso (sono contradditorio ...lo so)
Andrea - ecologista - operaio - di sinistra
ma per piacere!
carissimo, sono felice che almeno ti rendi conto che sei contraddittorio. non sono d'accordo con ciò che tu dici. noi intanto per adesso stiamo costruendo una confederazione, e mi sembra corretto che i simboli rimangano. I veri comunisti, poi sono a sinistra in quanto collocazione parlamentare, ma nell'interno di essa rappresentano, come tu convieni, un grande passato do lotte e di vittorie, con un'identità ben precisa. Siamo comunisti,punto. Mi fa sorridere, ma convieni pure che siamo in un momento di crisi della politica. Molti partiti non si chiamano più nemmeno partiti, non c'è una grande differenza tra il PD e Forza Italia, la destra tutta, tutte oramai puntano sul populismo e sull'avvenenza dei segretari, per prometter cose che mai faranno. Se noi vogliamo fare una sinistra come tu dici, sarà bellamente la stessa cosa ed essendo di solamente di "sinistra", potrà avere un margine di manovra troppo ampio. Voi siete per il superamento del capitalismo? Non credo proprio. Io in quanto comunista si, quel simbolo lo esplicita. Non è solo un simbolo a caso, rivendica un nuovo sistema economico, che voi non volete. Il toglierlo cancella pure i contenuti. La storia lo insegna. Il PC non aveva nulla a che vedere con la politica dei DS. Seppur in atto la famosa mutazione genetica, quel simbolo imponeva dei vincoli. Ed infatti è stato eliminato. Quindi, ragioniamo, come hai detto, sui punti che ci accomunano, troviamo una sintesi. Teniamo tutti i nostri simboli, stiamo facendo una confederazione, non un partito nuovo!!! E scusami ancora ma è proprio il tuo non essere comunista e salutare a pugno chiuso che rende religioso e nostalgico l'utilizzo dell'iconografia. Perché lo fai? Forse in fondo sei ancora comunista ma credi a chi ti dice che questo è morto, o deve morire? Sennò non farlo,scusa. Intanto ringrazio i democratici ex pc, che tanto hanno contribuito all'attuazione posteriore del piano piduista di licio gelli, di tagliare le estreme ed eliminare il PC. Cerchiamo di non fare lo stesso. Saluto tutta l'assemblea e le auguro buon lavoro,
francesco, milano, comunista.
CARO FRANCESCO DA MILANO,
CARO FRANCESCO DA MILANO, VOGLIO SOLO DIRTI CHE SEI UN GRANDE, E DAI RETTA A ME, VERRà IL GIORNO CHE INNALZEREMO LA NOSTRA BANDIERA ROSSA SUL QUIRINALE...UN ABBRACCIO
speranza?
Per motivi di salute e di famiglia non potrò essere a Roma.
Sono un uomo di 56 anni, di sinistra da quando avevo 15 anni.
Possiamo ricominciare a sperare?
Pace e solidarietà
Simbolo
condivido il giudizio negativo sul simbolo che in molti hanno già espresso. Non sono una nostalgica della falce e martello, tuttavia penso che il nuovo soggetto politico che dovrà nascere, anche se non nell'immediato, dovrà basarsi su tre valori fondamentali: il lavoro, l'ambiente e la pace. Va da sè che tali valori dovranno essere rappresentati nel simbolo. Questa sarebbe la vera novità: rappresentare in un modo del tutto nuovo gli ideali storici e fondanti del comunismo e del socialismo. Il simbolo non deve rispecchiare i tratti qualificanti dei singoli partiti, ma ciò che li unisce altrimenti l'operazione fallirà miseramente così come sono falliti a suo tempo l'Ulivo e ora l'Unione nel tentativo di voler rappresentare tutti e nessuno.
daniela falcone
Le divisioni sono sempre
Le divisioni sono sempre dannose, specialmente se si hanno contro poteri e caste, quindi è necessario trovare un accordo o dividersi i compiti. Stupido sarebbe cominciare a litigare per il simbolo che se ha la sua importanza non è certamente la cosa che interessa di più ai lavoratori che con falce e martello non vedono risolti i loro problemi: disoccupazione, precariato, infortuni e malattie, e comunque la sinistra deve essere aperta anche ad altre categorie: al mondo della scienza, della creatività e del lavoro autonomo che cresce per mancanza di posti di lavoro senza per questo essere capitalista. Si sta creando un nuovo futuro che non si può caricare di tutto il passato, ci saranno nuovi elettori che non conoscono nè la falce nè il martello nè il patron dalle braghe bianche, ma i telefoni dei call center, l'agenzia interinale e lo stress. Capisco comunque anche chi non vuole abbandonare falce e martello, quindi propongo di lasciare il simbolo così com'è, senza gli articoli magari per farlo più scorrevole (Sinistra Arcobaleno, o Sinistra Pacifista) e al momento delle votazioni con la scelta nominativa, dare la possibilità ai candidati di far precedere al loro nome se vogliono il simbolo di partito, per es. falce e martello o sole che ride.
Nel simbolo la S arcobaleno del manifesto degli stati generali
Il simbolo della federazione sinceramente a me piace, anche se non contiene i simboli che appartengono alla nostra storia. Sinceramente avrei messo la S arcobaleno del manifesto degli stati generali. Il simbolo deve essere nuovo e deve incuriosire, questa è la realtà attuale. Andrea Ligorio Bari
S di assemblea
Caro ANDREA mi trovo in sintonia...è vero la s dell'assemblea non era propio male.
francesco ferraro
ci sono già i primi volponi
....al paese mio i primi volponi/furboni di sempre sono già entrati attraverso sinistra democratica. (una coppia di ex socialisti-affaristi-clientelari ed un elemento che è stato vicino alla forza italia dei primi tempi poi assessore s.d.i passando dai D.S. ha sfiorato l'I.d.V. già disponibile a candidarsi nell'U.D.C- tutto vero-)
Perchè tutti questi balletti??? Naturalmente per un posto in prima fila!!!
Buon divertimento.
w.e.t.
alla nonna non piace
la mia vecchia nonna vede il nuovo simbolo con l'arcobaleno e mi dice: "a questo punto era meglio se mettevano un arlecchino" aggiungendo poi, schifata, "arlecchinate!"
No: non le è piaciuto!
Compagni, per dio, la
Compagni, per dio, la discussione sul simbolo ci pare così importante? non dovrebbe essere la forma conseguente alla funzione? non eravamo noi quelli che partono dai contenuti, dal mondo del lavoro?e non mi dite che se troviamo una quadra seria su welfare e precarietà e cominciamo ad incidere sull'azione del governo un lavoratore non ci vota perchè non abbiamo nel simbolo la falce e martello. che poi compagni, ma non vi sembra un pò storicamente determinata la falce e martello?è un simbolo fondamentale che porto e porterò sempre nel cuore e attaccato alla catenella che porto al collo da tempo, ma non dobbiamo fossilizzarci (pure la ddr aveva sostituito la falce col compasso..).
tentiamo di avvicinarci, di confrontarci e di unirci quanto più possibile.
detto questo non posso esimermi dal dire che il sego grafico scelto (vuol dire che non è il simbolo definitivo) proprio non mi piace, lo dico giusto per correttezza.
Giovanni Cadioli
Coordinatore di Sinistra democratica a Montichiari , Brescia
Unità delle Federazioni Gruppi della Sinistra Giovanile Ancona
In vista del progetto unitario e in auspicio dell'8 e 9 vi mostro il primo passo fatto dalle Federazioni e Gruppi Giovanili di Sinistra:
"Nella città di Ancona, da circa un anno si è creato, pur con fatica, un clima di dialogo e di proficua collaborazione tra i giovani attivisti e i giovani dirigenti di sinistra, ambientalisti, comunisti, provenienti da diversi partiti e con sensibilità politiche differenti. Questa collaborazione, che crediamo possa essere un modello per tutta Italia, è nata dall’esigenza di riunire attorno ad un tavolo e nell’azione diretta, tutti quei ragazzi e quelle ragazze che, pur vivendo con il medesimo disagio questo modello di capitalismo che schiaccia le persone, esaurisce le risorse e devasta l’ambiente, si trovano divisi nei rispettivi partiti di appartenenza. Crediamo infatti che vadano superate le barriere e le divisioni storiche, che molti di noi non hanno vissuto in prima persona, ma che rendono difficoltoso un dibattito serio e costruttivo tra chi pur con varie sfumature,vede il mondo e la società con gli stessi occhi. Crediamo che ratificare la nostra unità sia necessario, per rendere davvero incisiva e radicata fra i giovani la nostra critica a questa società così ingiusta in tantissimi aspetti che riguardano la vita di tutti noi. In questo anno abbiamo invece dimostrato che con il dialogo e l’unità di intenti si ottengono risultati straordinari, come ad esempio accaduto con il Gennaio Antifascista ed il Forum Anconetano per l’Unità della Sinistra, di cui vogliamo riprendere spirito ed intenti.
Da lì la necessità di tenere aperto il dibattito sulle tematiche e problematiche della società con un occhio di riguardo alle politiche giovanili, per far sì che ogni iniziativa ad esse collegata sia presa in maniera unitaria e collegiale e consegua il miglior risultato possibile.
Crediamo che questa unità si costruisca con pazienza e buon senso attraverso un Coordinamento di noi giovani, che si costituisca come una solida rete di contatti e di relazioni, in maniera da rispettare tutte le varie peculiarità dei Partiti e Movimenti che vi aderiscono. Per ottenere ciò il Coordinamento si terrà con cadenze regolari e/o straordinarie, vincolando in un patto di azione comune e di franca reciprocità gli aderenti.
Il Coordinamento sarà rappresentato da un/una portavoce scelto democraticamente dagli aderenti stessi e sostituibile in qualsiasi momento.
Hanno aderito:
Giovani Comunisti per Rifondazione Comunista
Giovani di Sinistra Democratica
FGCI per Partito dei Comunisti Italiani "
Speriamo che ciò che nasce dai giovani sia da esempio per tutti.
Compagno R.
Assemblea, nome, simbolo, partito
Purtroppo non posso venire all'assemblea, perciò esprimo qui il mio pensiero.
Primo. Spero che l'assemblea riesca a sentire il polso della reale situazione. Assemblee decentrate (e quindi più facilmente raggiungibili) sarebbero state più praticabili, ma forse meno impattanti.
Secondo. Il nome non mi piace. Avrei preferito solo "La Sinistra": è più incisivo, più chiaro e si presta meno ad essere inteso come nome di una mera alleanza elettorale. Ma per andare avanti per il momento va bene così.
Terzo. Il "segno grafico" (simbolo) non mi piace. Avrei preferito solo la scritta del nome, eventualmente anche copiando totalmente il tratto grafico della tedesca "Die Linke". Mi piacerebbe superare i simboli, non crearne uno nuovo che non può non lasciare scontento qualcuno. Ma anche qui per andare avanti per il momento va bene così.
Quarto. Facciamola partito il prima possibile. Se, come ho letto da qualche parte, ci comportiamo in maniera diversa da posto a posto, presentandoci all'elettorato qua uniti, là seprati e così via possiamo anche lasciar perdere fin da subito. Se partiamo bene ci sto, se no me ne resto a casa.
Grazie e buon lavoro!
Markus, Venezia-Mestre
APPELLO
La ridefinizione del quadro politico degli ultimi mesi sta aprendo uno spazio a sinistra che è l'occasione per costruire una forza che possa presentarsi con le carte in regola per dare rappresentanza a una consistente fetta di società nuova e ai suoi bisogni.
Non è solo una buona occasione ma è l'ultima: difficile immaginare un futuro in cui ancora abbia senso stare a sinistra e incidere sugli equilibri sociali se la cecità, la chiusura nostalgica e la mancanza di sensibilità al nuovo, costringesse il processo di unificazione della sinistra a un parto incerto e mal gestito.
Essere di sinistra non solo ha ancora senso nel XXI secolo. È addirittura necessario; ma solo a patto di esserlo per davvero, recuperando il carattere progressista che l'ha creata: avere il coraggio di guardarsi intorno, uscire dai rifugi, ascoltare e toccare le domande, i bisogni, le speranze di mani che continuano a lavorare per vivere e vivere lavorando, ma con mezzi e strumenti diversi, ruoli sfuggenti e meccanismi complessi. Oggi uguaglianza e lavoro rimangono i problemi vitali della società e dei suoi membri, ma hanno nuovi nomi: precariato, globalizzazione del mercato, ambiente, nuovi autoritarismi mediatici che sostituiscono una stanca rappresentanza democratica. Ad essere uguale è il bisogno di uguaglianza e di opportunità diffuse, di giustizia sociale, politica ed economica. Si dice non esistano più le classi, ma soltanto individui. Oggi sono proprio le differenze di classe a schiacciare lo sviluppo di istanze individuali più naturali: stabilità economica, famiglia, figli, casa. La recente ondata di sfiducia verso la politica è l'ennesimo richiamo a colmare la distanza che si è creata tra realtà e rappresentanza. Solo con coraggio innovatore, con una spinta progressista è possibile ritrovare la forza che ha creato la Sinistra in 150 anni: la Sinistra che individuava i soggetti deboli e bisognosi e combatteva per spostare gli equilibri.
Qualcuno, il Partito Democratico ha avuto il coraggio di saltare sul treno in corsa, di rinnovarsi, ma a costo di rinunciare a qualsiasi atteggiamento critico, scegliendo la timida gestione dell'esistente propria del pensiero unico. Dall'altra parte, a Sinistra, le nostalgie, le comodità della chiusura ideologica, l'inerzia di una classe dirigente datata e insensibile alla novità dell'occasione, oltre che tradire il senso stesso della storia della sinistra mondiale, non riescono a rappresentare i nuovi soggetti sociali bisognosi di partecipazione, non riuscendo a comunicare con immagini, analisi e proposte inadeguate e fallimentari.
È tempo di imboccare una terza strada. Non si può andare avanti senza stare a sinistra. Non si può stare a sinistra senza andare avanti.
Non è più tempo di rifugi, di nascondersi tra reduci come a una gloriosa riunione di eroici sconfitti, di combattere per cadere il meno indietro possibile. Socialismo o barbarie, si diceva. Oggi l'alternativa è altrettanto radicale: muoversi o scomparire. Siamo convinti di essere in molti a condividere lo stesso bisogno: solo mobilitandoci attivamente potremmo pesare sulle scelte di questi giorni.
Per informazioni, adesioni e sottoscrizioni:
appellocosarossa@gmail.com
Federico Bianchi, Università degli Studi di Milano
Francesco Bratos, Università degli Studi di Siena
Gianluca Pozzoni, Università degli Studi di Milano
Verso l'Unità finalmente, ma nel simbolo i loghi dei 4 partiti
Sono sempre stato a favore dell'Unità della Sinistra, e sono contento che finalmente si sia arrivati a questa FEDERAZIONE.
Cosi' come ha da sempre chiesto il segretario Diliberto "Uniamoci in una Federazione", cosi' è andata.
Le idee sono condivise, lo sappiamo benissimo, in ambito locale e nazionale, oramai da anni,sono altresi' contento che la Sinistra dei DS abbia avuto il coraggio di staccarsi da chi ha rinnegato se stesso.
Spero vivamente che però nel simbolo, che può piacere o meno,poco importa la grafica davanti ai contenuti...siano contenuti i LOGHI dei 4 partiti che costituiscono questa FEDERAZIONE.
Marco Rizzo ha ragione, la falce e il martello rappresentano i lavoratori, e siccome non stiamo facendo un partito unico come il PD, mi pare ovvio, che se è FEDERAZIONE, debba contenere il simbolo dei Comunisti Italiani, di Rifondazione Comunista, di Sinistra Democratica, e dei Verdi per la Pace.
Andrea Cuscela
PdCI - Comunisti Italiani
Asti
DICO e programma
io penso che il popolo di sinistra sia deluso all'ennesima potenza perchè si sente tradito, e piu lo diciamo, in tv, nelle piazze, nei sondaggi, e più ci ignorano. ho votato rifondazione perchè volevo luxuria in parlamento, e stupidamente pensavo che la sua presenza simbolicamente aprisse un pò le menti di tutto il parlamento e invece..dove sono I DICO??????? e non lo dico perchè personalmente coinvolta, anche se in parte, ma perchè è un vero oltraggio. mi piacerebbe poter denunciare i responsabili. io ho votato un programma, QUEL PROGRAMMA, e a me non interessa nulla dei diniani, dei mastelliani, o chi x loro..io CHIEDO SOLAMENTE CHE RISPETTINO LE PROMESSE CHE MI HANNO FATTO.vedo sempre che la sinistra deve soccombere alla D.C. a quel popolo cattolico moderato che i politici hanno paura di "spaventare" neanche diventassimo l'olanda!!!!e le leggi ad personam??e il benedetto CONFLITTO DI INTERESSI?????????possibile??????possibile che nel 2007 il Vaticano, il POTERE DELLA CHIESA sia ancora così capace e potente di manovrare le fila dei parlamentari di un certo tipo come fossero mere marionette??personalmente penso che la nostra Italia sia molto più avanti di quella italietta qualunquista democristiana e dopoguerra che loro credono di rappresentare (se vista senza malizia ) oppure ci vogliono "inculcare" grazie anche alle varie esternazioni di cardinali, papi, vescovi e arcivescovi.
grazie a tutti e tutte,
Sara di Roma (29 anni, studentessa universitaria, cococo)
prima avevo scritto "simbolo e altro" senza firmarmi, scusate
RE:DICO e programma
sarai delusa ma solo una forza di sinistra (non aggiungo radicale) poteva portare Luxuria in parlamento (ne sono veramente entusiasto).
solo un forte identità di sinistra è radicalmente laica.
il programma non lo abbiamo certamente tradito noi. l'importante e che gay, lesbiche e trans abbiano parità di trattamento politico e rappresentanza stabile.
ecco cosa credo che voglia dire parlare dei contenuti:parlare della vita delle persone.
riflettiamo il "leadersimo" è negativo (devo essere daccordo con la Franceschini)
le nostre idee, i nostri bisogni, la qualità della nostra vita, la nostra vita (contro la morte) sono più importanti di qualsiasi leader.
un calabrese.
simbolo e altro
è da qualche anno che sono sempre indecisa se votare rifondazione, comunisti, o addirittura verdi. io sono lì, a SINISTRA, SINISTRA VERA, non pds, ds, e peggio che mai pd. credo nella pace, nella giustizia sociale, nell'ambientalismo, nei diritti civili (poveri dico!!!) nell'anticapitalismo, ecc ecc. quindi sono grata a questi 4 partiti di unirsi in un'unica federazione, così ogni volta non dovrò essere sempre combattuta tra uno e l'altro. io sono fermamente convinta che sia giusto unirsi,e credo anche che gli ideali siano condivisi, ma il fatto del simbolo è importante. che sia la falce e martello o anche il profilo di un operaio con l'elmetto di sicurezza, l'ho buttata là, insomma qualunque riferimento alla SINISTRA senza nulla togliere ai verdi e al pacifismo. anzi!!!! ho paura che questo unirsi per forza dei partiti porti invece altre tensioni..mi chiedo come mai dei simboli della SINISTRA non ci sia nulla?? altrimenti i verdi non ci si vorrebbero unire??capisco che sono tradizioni ben diverse, che uno che nasce verde nel sangue può sentirsi diverso da uno che nasce rosso nel sangue, ma allora, boh..se già il simbolo può essere un problema, il resto??a livello mio personale elettorale ripeto lo considero una vittoria, però...ho lasciato il pds, ed ero una dalemiana convinta e appassionata, nel momento della guerra in kosovo, però la "cosa rossa" non è solo "peace and love", è anche dico, omosessualità, cococo, stipendi che urlano vendetta..
Il Simbolo
Cari Compagni,
L'abbandono dei simboli che hanno contraddistinto la nostra storia mi pare assolutamente fuori luogo, la scelta dell'arcobaleno poi mi sembra a di poco veltroniana. Questo non perchè io sia un antipacifista, direi il contrario, ma credo che la sinistra sia qualcosa di più del semplice pacifismo o ambientalismo. Il centro ideologico della sinistra è sempre stato il lavoratore, direi in contrapposizione a consumatore del PD, ed abbandonare i simboli che ci legano alla base lavoratrice mi sembra pura follia,se non buonismo qualunquismo o marketing politico.
Noi non abbiamo nulla da farci perdonare o di cui vergognarci, dobbiamo andare avanti con l'orgoglio che ci ha sempre contraddistinto, e non inchinarci al pensiero unico, altrimenti non ha nessun senso fondare questo partito.
Credo sia indispensabile discuterne all'assemblea e mettere ai voti alcuni simboli. Non è solo quaestione di simbolo io personalmente vorrei capire se questo nuovo partito rivendica la storia del PCI o la nasconde, nel secondo caso, lo ripeto, è un partito che non ha nessun senso fondare per il liberal-radical-chic c'è già il PD
Simbolo
Il simbolo scelto fs schifo, sembra quasi quello dei verdi e di sinistra democratica, mi domando come mai noi comunisti che siamo di più, dobbiamo abdicare alle nostre radici, ai nostri simboli, alla nostra storia, la mia domanda è, com'è che hanno deciso il simbolo senza consultare i militanti, sembra quasi che pur di seguire Valter Veltroni, ci si faccia male, perderemo molti voti con quel simbolo, e sicuramente il mio che sono comunista, anche se iscritto a Rifondazione, mi trovo d'accordo con Rizzo, noi vogliamo la FALCE e il MARTELLO, simboli cari a molti e soprattutto a quei morti deel passato che così saranno morti invano, spero che non si voglia imporre a tutti il volere di pochi, alla faccia del partito che viene dal basso, quando decidono Mussi e company.
VIVA IL COMUNISMO, VIVA LA LIBERTA'
Saluti Comunisti
Leone Condemi- Lazzaro (R.C.)
Ke vergogna!
Sono daccordo con te!
Un compagno del PdCI
Bravo Fausto
Finalmente Bertinotti si è svegliato di nuovo. L'Unione è fallita. La sinistra faccia sentire la sua forza e rompa con la coalizione, magari ritirando i ministri. Altro che verifica a Gennaio! Il voto sul welfare è più che sufficiente!
NON SONO D'ACCORDO
Da militante di sinistra, non sono d'accordo con le parole di Fausto Bertinotti, stiamo facendo di tutto per dare la guida dell'italia a Berlusconi. Dobbiamo essere più incisivi, ma non pensare minimamente ad un eventuale caduta del governo. Sarebbe la fine per la Sinistra.
Personalmente non andrei più a votare.
provocazione
Ma perché temiamo il ritorno di Berlusconi? Perché lascierebbe i soldati in Afghanistan (come ha fatto Prodi)? Perché darebbe Vicenza agli americani (come ha fatto prodi)? Perché alzerebbe l'età pensionabile (come ha fatto Prodi)? Perché farebbe un uso ad personam della giustizia (ricordiamo Mastella e la moglie del buon Dini)? Perché terrebbe aperti i centri di permanenza per migranti (come ha fatto prodi)? Perché manterrebbe in vigore la legge trenta (come ha fatto... qualcuno!)?...
insomma: se il governo non fa quello per cui l'abbiamo eletto meglio che vada a casa! Facciamo una seria opposizione!
Fausto
sono di sinistra e favorevole alla nostra partecipazione al governo insieme con Prodi. Sono d'accordo con alcune affermazioni di Fausto, ma a questo punto se vuole fare il politico d'opposizione, occupando una carica istituzionale alla quale è stato eletto con i voti dell'Unione, dovrebbe con coerenza dimettirsi dalla carica di presidente della Camera.
Luciana De Luca
perchè è vietato pensare
La terza carica non deve intervenire nella politica.Il governo deve avere il coraggio di essere inpopolare. Una parte della sinistra non ha la coltura di governo. Scusate la democrazia non era il governo del popolo per il popolo tramite lo strumento della politica.
spero che sia importante partecipare...
salvatore di fusco direttore editoriale del periodico ProgettoNapoli, per condividere una speranza di lotta nella unità della sinistra!
simbolo
Non sono un nostalgico legato alla falce e martello ad ogni costo, anzi sto lavorando duro da mesi per riuscire a coinvolgere quanti più compagni in questa grande scommessa della costruzione di un nuovo soggetto di sinistra fatto di comunisti, di uomini e donne determinate a trasformare la società e processi che la governano. Ma la scelta di un simbolo di questo tipo denota la scarsa capacità dei nostri dirigenti nel saper interpretare il tempo, politico e culturale, che stiamo vivendo.
Non penso di chiedere l'impossibile nel pretendere uno studio sulla comunicazione e sulla grafica capace di leggere ed intrepetare la nostra storia, la nostra cultura, il nostro futuro, i nostri elettori e soprattutto i tanti compagn* che abbiamo perso per strada. E' il minimo che un soggetto politico, innovatore, che intende riscrivere le pratiche del fare politica deve fare.
Scusate compagni ma credo che stavolta stiamo commettendo un gravissimo errore. La scelta di abbandonare i simboli del lavoro per una realtà che fa dei lavoratori la propria base deve corrispodere ad una vera novità.Con quale coraggio oggi presentiamo questo simbolo che non ha nemmeno la struttura grafica per partecipare alle elezioni per il rinnovo dei rappresentati d'istituto di un qualsiasi liceo.
Scusate lo sfogo, ma ci tengo alla sinistra e alla ricostruzione di un nuovo blocco sociale fatto di uomini e donne capaci di governare questo paese. Ci tengo e pretendo che le cose vadano fatte sulla base di uno studio e di un progetto che guardi al futuro.
simbolo
Approvo al 100% la tua opinione. Quello che ci vuole è uno studio serio su quello che stiamo cercando di creare, in ogni campo (comunicativo, sociale, politico...); già da tempo ho posto il problema del simbolo all'interno del mio partito... rendendomi conto che la situazione è davvero complicata.
In Italia i Comunisti ci sono e sono fieri di esserlo, ma questo non deve impedire questa "piccola" rivoluzione pacifica che possiamo mettere in moto grazie al desiderio di unità che tutto il popolo della Sinistra vuole vedere messo in pratica!
Forse è l'unica via per far pendere la bilancia del compromesso anche dalla nostra parte... e non sempre verso il centro ^^
Giovanni Ferraro Compagno di Cascina
Dopo la tempesta un arcobaleno
Difficile riuscire a concepire un simbolo grafico peggior di quello che è stato presentato.
Al di là del disegno grafico di scadente qualità, esso non ha alcun significato politico: se falce e martello è considerato un simbolo obsoleto che rappresenta un mondo del lavoro che non c'è più, l'arcobaleno rappresenta esclusivamente il pacifismo, lasciando fuori valori come il lavoro, l'ambiente e i diritti che sintetizzano oggi il DNA della nuova sinistra.
Ma non si poteva lanciare una sorta di concorso di idee nel quale ognuno di noi avrebbe potuto presentare delle proposte? Certo il risultato sarebbe stato ben diverso.
Delusi dalle premesse, speriamo che il prosieguo non tradisca le aspettative che abbiamo riposto in questo progetto unitario.
il simbolo anatroccolo
Ad essere sinceri, sono abbastanza deluso dal nuovo simbolo sia dal punto di vista grafico che dal nome...la parola Arcobaleno non ha davvero significato, non ha alcun senso politico, sarebbe stato meglio se sotto la parola "la Sinistra" fossero apparse le 4 parole per cui ha senso la nstra azione politica unitaria "PACE, AMBIENTE E LAVORO".
La parola Sinistra in quel caso sarebbe stata qualificata da degli obiettivi, ma mi dite la parola "Arcobaleno" che significato vero abbia?.
Il riferimento alla bandiera della pace è giusto ed ovvio, ma con la sua denominazione è assolutamente rindondante...
Cmq se qsta doveva essere la sintesi vò bene anche qsto, basta che cominciamo a costruire la sinistra unita partendo dalle idee e dal coinvolgimento.
Ci Vediamo a Roma.
hai ragione
Hai perfettamente ragione. Il simbolo è brutto, anonimo e senza significato ("l'arcobaleno" ???). Perfino peggio di quello del PD che è tutto dire!
simbolo
dici benissimo.
condivido sia le tue considerazioni sia per quanto riguarda il "contenuto" che la "forma" del nuovo simbolo.
la falce e martello rappresentavano simboli comunicativi forti e sintetici di ragioni e ideali per i quali lottare (lo dice anche uno grafico del calibro di Oliviero Toscani che a stroncato il nuovo simbolo in diretta su caterpillar in onda su rai radio due; la puntata di ieri e scaricabile in podcast).
Cominciamo male!
Questo simbolo fa schifo!!!
E se lo hanno già scelto allora cosa ci veniamo a fare a Roma!?!?
A far fare la passerella a qualcuno?
Mi ero illuso che questa era la volta buona che in questo Paese potesse accadere un qualcosa di positivo. Verrò lo stesso a Roma, ma ormai non mi faccio più illusioni. E comunque, io resterò sempre comunista e voterò ovunque ci sia una falce e un martello.
Giuseppe da Napoli
finalmente!!!
finalmente una sinistra unita! non sono mai stato iscritto ad un partito pur facendo attivita' sindacale nella CUB e "politica" nei centri sociali romani.... penso che questo sara' il mio primo Partito!!! e' quello che aspettavo e vorrei contribuire a questo prezioso progetto. Finora ho sempre ritenuto opportune le scelte fatte nei confronti dell'attuale maggioranza ma se questo e' diventato un nuovo "Governo Dini" penso che sia necessario arrivare ad una verifica ed eventualmente farlo cadere! un partito non puo' dimenticare la propria identita', le proprie radici, i propri ideali in virtu' dei continui ricatti. A chi non capira' spiegheremo che un Governo di "sinistra" non puo' fare una politica di destra su immigrazione, lavoro, sicurezza, diritti civili. L'Italia ha bisogno di cambiamenti radicali su questi temi e non di toppe messe qua e la in virtu' dei casi umani che fanno notizia e dello spettro Berlusconi che, a questo punto fa piu' comodo ai "nostri" alleati di Governo per difendere privilegi occulti che non, magari, ai suoi stessi alleati.... Non so come e quando ma so perche' partecipero' a questo nuovo progetto! GRAZIE!!!! Marco
la sinistra che voglio
sono un uno di sinistra ...si di questo sono sicuro.
non ho mai avuto alcuna tessera. per diversi motivi non feci quella del pci. e le altre (pds prc etc.) non le volli fare.
ma sento di condividere intimamente le ragioni, gli ideali e le sfide della sinistra (o meglio che secondo me possono trovare naturale collocazione solo a sinistra).
il pd mi non mi interessa. mi manca la politica.
mi manca il pci dalle mani pulite! (e quando venne mani pulite noi non avevamo più un partito all'altezza)
mi manca un partito (uno solo!) di sinistra che sia il migliore di tutti!
fatto di gente diversa, che si batte solo per i propri ideali!
con un forte rinnovamento al suo interno, fatto di giovani!
Hasta siempre
Il desiderio di andare oltre l'orizzonte comunista
e' una bella scommessa... andare oltre l'orizzonte del comunismo... mi sembra di ritornare al vecchio PCI di Berlingueriana memoria.. quello dove si ritrovavano i cattolici di sinistra.. le anime ambientaliste, pacifiste... quella è stata l'esperienza che portò il PCI a essere il motore della politica..con idee e non trincerandosi dietro il nome... ma nei fatti...
Oramai molti affermano che
Oramai molti affermano che l'unità dei partiti della sinistra costituisce una condizione storica della sua esistenza. E' un notevole passo avanti: fino a poco tempo fa pochi condividevano una simile analisi e ancora meno avrebbero tentato di tradurla in pratica politica.
Occorre peraltro intendersi sul concetto di condizione storica e in particolare comprendere che essa non attiene a vicende meramente contingenti. L'unità è infatti uno sbocco indispensabile a prescindere dalle emergenze del momento e in particolare dalla prossima legge elettorale o dalla partecipazione o meno all'esecutivo nazionale.
Certo la contingenza può giocare a favore dell'obbiettivo. Si deve infatti riconoscere che la situazione attuale costituisce un notevole stimolo all'avvio del processo di unità. Le forze della sinistra si trovano al governo e ciò induce loro a ridimensionare le rivendicazioni identitarie. Una spinta in tal senso deriva poi dalla minaccia di elezioni imminenti e dalla prospettiva di una legge elettorale punitiva per le formazioni minori.
Ma - come dicevo - l'unità è condizione storica di esistenza della sinistra e valorizzare il dato storico significa considerare vicende di portata ben più ampia di quelle che attualmente monopolizzano l'avvilente cronaca politica.
Una vicenda su tutte deve essere evidenziata. Da tempo la sovranità statale è stata ceduta ad entità - come la Comunità europea o l'Organizzazione mondiale del commercio - che operano le scelte più rilevanti per la vita dei cittadini. Condizionate dal livello internazionale sono innanzi tutto le scelte di politica economica, come quelle che concernono il modello di sviluppo e quindi le forme di redistribuzione della ricchezza. Lo stesso vale poi per le scelte di politica estera, come quelle che attengono ai temi della pace e dell'immigrazione o alle questioni ambientali. Elaborate a livello internazionale sono infine le scelte condizionanti la politica sui diritti civili e quindi su temi come la laicità delle istituzioni o la condizione femminile.
Tutto ciò richiede una forza della sinistra sufficientemente ampia da iscrivere la propria azione politica locale entro il moto globale delle cose. Una forza che sappia pensare alla propria identità non come questione che attiene all'esaltazione delle differenze tra istanze formulate da apparati di partito, bensì come sintesi delle elaborazioni dei molti individui e gruppi che sviluppano idealità al di fuori dei tradizionali circuiti della politica.
Se così stanno le cose, il problema delle forme del far politica è direttamente un problema di contenuti del far politica: lo accompagna se non addirittura lo anticipa. Altrimenti detto l'identità della sinistra si ridefinisce entro un percorso di unità o non si ridefinisce: come del resto hanno dimostrato i numerosi tentativi di chi ha voluto far precedere il primo al secondo momento.
Da questo punto di vista la situazione attuale non è particolarmente incoraggiante. Vi è una fragile disponibilità a costruire una federazione delle forze della sinistra, che tuttavia solo per alcuni costituisce un punto di passaggio verso l'unità di quelle forze. Una fragile disponibilità oltretutto manifestata a livello nazionale ma non - o almeno non in modo convincente - a livello locale minore: il livello in cui le frizioni tra forze politiche non sono sdrammatizzate dalla loro rilevanza per il contesto nazionale.
Eppure il livello locale è il livello centrale per un processo di unificazione che - ove fosse imposto dall'alto - coinvolgerebbe i soli apparati di partito e lo farebbe inoltre senza produrre dinamiche sentite dalle sue articolazioni territoriali.
Troppo peso sembra inoltre attribuito alle discussioni sui contenuti che rischiano di offuscare il nesso inscindibile con le forme. Questo almeno costituisce un rischio dell'articolazione proposta per i cosiddetti stati generali della sinistra previsti per il fine settimana: un'articolazione che oltretutto appare troppo legata a schemi politici tipici di chi trascura il livello internazionale e le radicali trasformazioni da esso indotte.
E' difficile immaginare se tutto ciò sia capace di mettere seriamente in pericolo la riuscita dell'iniziativa. Mi sento tuttavia di formulare due auspici che forse possono arginare un simile rischio.
Il primo auspicio concerne la visibilità della federazione a fianco dei partiti della sinistra. Occorre che la sua nascita sia accompagnata da una vera e propria campagna di adesioni che si affianchi al tesseramento ai singoli partiti. Se così non fosse quest'ultimo si trasformerebbe in una intollerabile conta in vista di una verifica dei rapporti di forze entro la federazione. E soprattutto si impedirebbe il coinvolgimento della sinistra fuori dai partiti che costituisce - al pari dei partiti - una componente fondamentale del processo di unificazione.
Il secondo auspicio: occorre creare articolazioni locali della federazione - le cosiddette case della sinistra - e considerarle il fulcro attorno a cui far ruotare il processo di unificazione. Occorre poi che in queste case i partiti e la sinistra diffusa siano rappresentati in forme capaci di valorizzare l'effettivo apporto di tutti. E tutti devono essere rappresentati: nessuno deve mettersi fuori ma - allo stesso modo - nessuno deve essere messo nelle condizioni di doversi chiamare fuori con richieste palesemente irricevibili. Se questo vale per i rapporti interni al centrosinistra - ed anzi viene combattuto come tattica di chi vuole spostarne l'asse verso il centro - non si vede perché non debba valere per le relazioni nella sinistra. Tanto più che molte delle richieste irricevibili concernono problemi risolvibili solo attraverso l'unità e le dinamiche che essa metterebbe in moto.
Alessandro Somma
Lavoratore dip.Poste da 30 anni
finalmente ci si confronta in Italia e in Europa
, suggerisco che occorrerà fondare anche un sindacato che faccia riferimento a quest'area politica visto la imbracatura totale della Cgil con il Pd.
Francesco-Acilia-Roma
Buona fortuna alla "Cosa Rossa".
Bene, ormai quasi ci siamo. Sabato e Domenica si posa il primo mattone per la ri-costruzione di una casa comune dei "dispersi a sinistra". Ho visto il simbolo e non nascondo che la mancanza dei tradizionali simboli del lavoro un pò mi pesa, tuttavia... Tuttavia, in questa fase è meglio non fare tanto gli schizzinosi e andare al sodo, al sodo dei contenuti, dei ragionamenti, delle prospettive future di questa ri-aggregazione. Buon lavoro a tutte e tutti quelli che saranno a Roma e buona fortuna alla "Cosa Rossa" e a tutti noi, ne abbiamo sul serio un gran bisogno. Mabuk il Telecom-unista